Intervista di Paolo Guerriero a Vito Palumbo e Roberto De Feo per Ice Scream

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E’ la prima volta in assoluto – nella storia del cinema – che un cortometraggio italiano ispira un film americano. I giovani registi Vito Palumbo e Roberto De Feo, infatti, sono stati chiamati a girare il remake del loro cortometraggio “Ice Scream” a Hollywood.

“Girare il nostro lungometraggio d’esordio in America, con il produttore di uno dei nostri film preferiti (“American Psycho”), è un’emozione che non si può spiegare – spiegano i due registi –. La loro scelta di puntare sul remake di un corto indipendente realizzato in Puglia, ci riempie d’ orgoglio. Speriamo che la nostra storia possa essere un segnale importante anche per altri giovani filmmakers”.

Vito Palumbo e Roberto De Feo sono la dimostrazione che lavorando con passione, tenacia e coraggio nessun sogno è impossibile da realizzare.

Colgo l’opportunità di questa intervista per congratularmi con loro e per approfondire il percorso creativo e produttivo del loro pluripremiato cortometraggio “Ice Scream”.

Che cosa è per voi il cinema? Quali sono state le vostre ispirazioni? Quali film, autori, movimenti d’ avanguardia considerate formativi nell’aver alimentato la vostra passione?

VITO: Per me il cinema è la capacità di sognare che diventa desiderio di emozionare gli altri. Ho sempre amato il cinema nella sua essenza , in quanto poesia e mezzo di espressione.

Ho ammirato il coraggio di osare dei grandi autori senza disdegnare la capacità di spettacolarizzazione di certo cinema definito più leggero.

I miei punti di riferimento sono stati senza dubbio la Nouvelle Vague e la sua voglia di conoscere le regole e deliberatamente infrangerle, Hitchcock con la sua capacità di tenerti incollato alla poltrona e poi autori del neorealismo italiano come Rossellini, De Sica e Visconti.

ROBERTO: Mi sono innamorato del cinema quando mia madre mi portò, da ragazzino, a vedere il primo capitolo di “Ritorno al futuro”. Rividi quel film decine di volte e capii subito che avrei voluto fare cinema. La mia fonte d’ ispirazione principale è il cinema di Quentin Tarantino, per me un vero e proprio genio!

Qual è stato il vostro percorso formativo? Quando è nata la vostra collaborazione?

VITO: Il percorso formativo di ogni regista inizia sulla poltrona di un cinema… inizia sin da bambini… poi si tratta solo di prendere consapevolezza, di studiare, di crescere tecnicamente senza però mai dimenticare la penombra del piccolo cinema nel quale centinaia di volte ti sei seduto ed emozionato. Mi sono prima formato come attore all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma e poi ho frequentato un corso di regia e montaggio con gli insegnanti della NUCT a Cinecittà.

La nostra collaborazione è nata davvero per caso come forse tutte le collaborazioni importanti… Abbiamo capito che, seppur profondamente diversi nello spirito e nelle idee eravamo accomunati da un sogno e da un grande obiettivo.

ROBERTO: Io ho studiato alla Scuola d’Arte Cinematografica di Genova. Fin dalle prime nostre collaborazioni ci siamo subito resi conto che le nostre differenze sostanziali costituivano una completezza.

Sognavamo di far qualcosa che mai nessuno prima avesse fatto, di proporre qualcosa di nuovo. Innanzitutto perché siamo amanti di un genere che differisce da quello italiano e inoltre perché con qualcosa di diverso potevamo farci notare e distinguerci dalla massa.

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(Damiano Russo in una scena del cortometraggio)

“Ice Scream” di Vito Palumbo e Roberto De Feo è un cortometraggio pulp-horror del 2009 ispirato ad una storia vera: racconta la vicenda di Mickey, un giovane timido e solitario che ordinando un gelato in un bar si scontra accidentalmente con due bulli, come conseguenza dell’ affronto subito questi decidono di trascinarlo in un luogo sperduto della campagna e torturarlo.

Con il vostro corto avete creato un universo fumettistico tanto lontano quanto vicino alla nostra realtà. La storia ha una precisa connotazione geografica ma la realtà che avete proposto è universale come lo sono i temi trattati: la marginalità, il bullismo, il confine sempre più sottile tra amore e odio e tra bene e male. Dal mio punto di vista solo le capacità linguistiche e produttive di un lungometraggio vi avrebbero consentito di approfondire l’ intreccio e le tematiche affrontate. Il grande successo ottenuto da “Ice Scream” in molti festival internazionali convinse il produttore cinematografico Christian Halsey Solomon a svilupparne un lungometraggio. Il famoso produttore di “American Psycho” con la collaborazione di Marco Colombo, di Ryan Westheimer e della Little Studio Films vi ha chiamato ad occuparvi del remake americano mettendovi a disposizione un cast internazionale: Laura Harring (lanciata da David Lynch in “Mulholland Drive”), Spencer Treat Clark (il giovane Lucio, nipote di Commodo ne “Il Gladiatore” di Ridley Scott) e Wade Williams (Prison Break). “Ice Scream” è così diventato il primo film americano tratto da un cortometraggio italiano.

Come è nata l’ idea del corto da cui è stato tratto il film? Come vi siete spiegati il suo grande successo internazionale? E come avete fatto a finanziarlo, a farlo conoscere e a distribuirlo?

“Ice Scream” si ispira ad un episodio di cronaca nera accaduto nel 2009 in provincia di Catanzaro. Un ragazzino cadde con il proprio scooter raschiando la fiancata dell’auto di un delinquente suo coetaneo. Per fargliela pagare fu portato dal bullo e da un suo amico in una campagna lì vicino, dove fu torturato e ucciso. Il nostro corto parte da quell’episodio costruendo però una storia più fumettistica ma non meno estrema.

Quando abbiamo iniziato a lavorare ad “Ice Scream” ovviamente non ci saremmo mai aspettati di arrivare lassù fino alle colline di Hollywood ma sapevamo di avere in mano una storia che non avrebbe lasciato indifferenti, da amare o da odiare senza vie di mezzo. Infatti durante l’infinito tour mondiale del corto abbiamo ricevuto critiche di ogni tipo, da chi voleva linciarci per la troppa violenza a chi ci abbracciava e osannava per il coraggio e la capacità di raccontare una storia maledetta.

Il corto è costato pochissimo rispetto a quello che ha scatenato ed è stato realizzato con soldi provenienti dal padre di Roberto (da sempre nostro produttore affezionato!), investitori privati e dalla Apulia Film Commission. Alla promozione del corto ha lavorato intensamente Roberto che per mesi ha spedito il corto in giro per il mondo…

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(Spencer Treat Clark in uno dei primi character poster del lungometraggio di “Ice Scream”)

Come avete catturato l’ attenzione di Christian Halsey Solomon? Nessun produttore italiano si è mai interessato a fare del vostro corto un lungometraggio?

Il merito del coinvolgimento di Christian Solomon è stato della nostra manager italoamericana Alexia Melocchi che ha subito creduto al fatto che questo corto potesse interessare ai produttori americani. Christian ha sempre detto che per lui leggere Ice Scream-the movie sia stato un segno del destino dopo aver prodotto in passato il fortunato “American Psycho” con Christian Bale.

“Ice Scream” è un film di genere e l’Italia ha dimenticato tale mercato ormai da troppi anni, nonostante questo tutto il mondo ricorda i grandi maestri italiani del calibro di Deodato, Bava, Fulci, Di Leo

Appena abbiamo deciso di realizzare un remake del nostro corto abbiamo puntato agli States. Ovviamente ci auguriamo che possa essere distribuito anche nel nostro paese e che contribuisca a rilanciare il film di genere in Italia.

Storicamente il cinema hollywoodiano ha sempre accolto a braccia aperte i talenti stranieri, cosa avete provato quando avete ricevuto la notizia che sareste dovuti andare in America per girare il remake di “Ice Scream”?

Incredulità, spaesamento, non ci abbiamo creduto fino a quando il nostro aereo è atterrato all’aereoporto di Los Angeles, continuavamo a pensare allo scherzo di qualche nostro amico (magari molto abbiente!!).

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(Spencer Treat Clark-Mickey si osserva allo specchio nel remake americano di “Ice Scream”)

Come è stato lavorare per una produzione internazionale? Vi siete occupati di tutte le fasi produttive del film (pre-produzione, produzione, post-produzione)?

Esattamente, abbiamo avuto la fortuna di poterci avvalere di collaboratori incredibilmente preparati e professionali. Per la prima volta nella nostra vita abbiamo sentito forte il concetto di team, eravamo tutti fianco a fianco e camminavano assieme verso un’unica direzione.

In particolare Christian Solomon ha sempre dato un peso enorme alle nostre scelte in qualsiasi aspetto della produzione.

Quando abbiamo saputo che, dicendo semplicemente “sì”, potevamo avere nel cast attori come Laura Harring, Spencer Treat Clark e Wade Williams siamo scoppiati a ridere: fino ad allora avevamo lavorato solo in produzioni indipendenti!

A differenza dell’ Italia, in America si affronta tutto in modo meno serioso e gravoso. Christian ci chiamava molto spesso dicendoci: “ragazzi, oggi abbiamo un incontro di lavoro, portatevi il costume da bagno!”

Con questo non vogliamo dire che si lavori poco, snarare, dopo i primi giorni di meeting in piscina e cene nei ristoranti di Beverly Hills ci siamo immersi nel lavoro. Spesso lavoravamo fino a sedici ore al giorno rintanati tra l’ufficio nella sede della Warnes Bros e il nostro splendido loft di Downtown.

In cosa differisce il lungometraggio rispetto al corto? Mi potete parlare della campagna sociale del film contro il fenomeno del bullismo?

La prima domanda che ci siamo posti quando abbiamo deciso di sviluppare un lungometraggio di Ice Scream è stata: “Perché sviluppare in 90minuti una storia che si racconta in 20?” Da lì abbiamo capito che il remake doveva avere un’ anima propria e uno sviluppo maggiore dei personaggi.

Il nostro obiettivo era quello di realizzare un film che fosse il più possibile smarcato dal cortometraggio. La prima idea è stata quella di allargare un episodio di violenza individuale ad una piaga diffusa, e molto sentita specialmente negli Stati Uniti, quale quella del bullismo. “Ice Scream” si confronta con gli angoli più oscuri del bullismo, risponde alla domanda: “fin dove si può spingere questo fenomeno e cosa provoca non soltanto fisicamente, ma psicologicamente?”.

La scelta di lanciare una campagna sociale contro il bullismo è venuta da sé come prolungamento dell’esperienza del film. L’obiettivo è quello di sensibilizzare gli adolescenti e di contribuire ad una riforma culturale e sociale che inverta la tendenza alla prevaricazione del più forte ai danni del più debole.

Il cortometraggio non sarebbe stato lo stesso senza la grande interpretazione di Damiano Russo, è vero che riuscirete a trovare uno spazio anche per lui nel remake americano?

Esattamente, Damiano ci ha accompagnato lungo tutto il nostro percorso, ricordo ancora quando abbiamo fatto i casting per il ruolo di Mickey, forse è stato paradossalmente il ruolo più semplice perché ci bastava guardare i candidati negli occhi per capire se avessero la stessa luce di quelli di Damiano, la sua stessa fame.

Quando Spencer è entrato nella stanza, io e Roberto ci siamo guardati e non abbiamo avuto dubbi

Anche lo stesso Spencer ha sentito molto la responsabilità di raccogliere l’ eredità di Damiano ed è impressionante quanto i due si somiglino.

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(Justin Gaston afferra per i polsi Noell Coet in una scena del remake americano di “Ice Scream”)

Cosa consigliereste ai giovani italiani che sognano di lavorare nel cinema? Quali difficoltà avete riscontrato lungo il vostro percorso?

La vera difficoltà è quella di vivere in un paese dove la cultura viene considerata un surplus e in cui chi decide di avvicinarsi al nostro mestiere viene considerato come folle, sognatore

La sensazione è quella di un sistema quasi piramidale dove risaltino in pochi a discapito di migliaia di ragazzi che sognano di potersi esprimere.

Questo in realtà viene smentito dalle possibilità realizzative che oggi si sono teoricamente moltiplicate in modo esponenziale grazie all’avvento del digitale.

Il nostro consiglio è quello di crederci, mai mollare o arrendersibisogna approfondire costantemente le proprie conoscenze e guardare decine, centinaia, migliaia di film.

In una vecchia intervista sostenevate che fare cinema in Italia è molto complicato per i giovani cineasti, ma che in Puglia questo risulta meno difficile, potreste spiegarvi meglio? È ancora così?

Qualche anno fa la Puglia era una terra di conquista, le grandi produzioni venivano qui a girare attratte dalle locations naturali mozzafiato per poi tornare indietro senza lasciare attecchire nulla sul territorio.

Questa tendenza si è interrotta con l’avvento dell’Apulia Film Commission che, partendo da un manipolo di ragazzi pazzi e motivati, nel giro di pochi anni è stata in grado di dar vita ad un vero e proprio polo del cinema pugliese con la costruzione di due cineporti, l’istituzione di un festival che in poche edizioni è diventato uno dei più importanti a livello nazionale e iniziative che hanno concretizzato il sogno per decine di cineasti.

Sapete già quando uscirà “Ice Scream”? Quali sono i vostri progetti futuri?

Il film sarà terminato entro la fine dell’anno ma non possiamo e vogliamo sbilanciarci circa la sua uscita nelle sale, anche per sana scaramanzia.

Tra i nostri progetti futuri c’è nell’immediato la realizzazione di un cortometraggio dal respiro internazionale che gireremo in Puglia nel mese di giugno.

Abbiamo decine di altre idee nel cassetto, la nostra speranza è quella che ci portino a varcare l’oceano ancora una volta

ICE SCREAM (2013)

Riktning: Vito Palumbo, Roberto De Feo

Sceneggiatura: Vito Palumbo, Roberto De Feo, David Castaldo

Cast: Spencer Treat Clark, Laura Harring, Wade Williams, Brendan Miller, Zach Cumer, Patrick

Mapel, Noell Coet, Justin Gaston

Produttore: Christian Halsey Solomon, Marco Colombo, Alexia Melocchi, Alexandra Yacovlef

Produttore associato: Jaclynn Robinson

Produttore esecutivo: Ryan Westheimer

Casa di produzione: Little Studio Films

Sinossi: Mickey (Spencer Treat Clark) è uno studente fragile e introverso che subisce continue umiliazioni fisiche e psicologiche da Brando (Brendan Miller) e Alex (Zach Cumer), i bulli della scuola. Il ragazzo è solo una delle tante vittime di bullismo e dell’uso di prevaricazione e violenza sui più deboli. L’adolescente affronta con il supporto dell’unico amico Donald (Patrick Mapel) l’insostenibile condizione di emarginato, dopo l’abbandono da parte di Alice (Noell Coet), la ragazza di cui è profondamente innamorato e unico punto di riferimento della sua vita. Mickey non accetta l’idea che lei si sia emancipata lasciandolo dalla parte dei perdenti e riconquistarla diventerà per lui un’ossessione. Ma Il giorno del compleanno della ragazza, quando tra i due tutto sembra volgere per il meglio, Mickey si imbatte in Brando e Alex. È l’inizio di una giornata che ben presto si trasformerà in un incubo…

Paolo Guerriero

Anteprima Clip inedite dal Set


Teaser Trailer Ufficiale

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