Milano Flamenco Festival – Decima edizione

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Espressione massima

ザ 28 giugno ho potuto assistere, con immenso piacere, ad uno spettacolo incredibile: in assoluto la migliore esibizione di Flamenco contemporaneo che abbia mai visto fino ad ora. Qualcosa che nemmeno al Tablao Los Gallos di Siviglia… davvero potente, seducente, ed ipnotico.

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La Compagnia Manuel Liñán ha aperto con “Reversible”, in Prima Nazionale, la decima edizione di questa splendida iniziativa che ormai seduce Milano da una decade e che ogni anno sorprende sempre di più, rendendo palese non solo la florida prosecuzione dell’antica tradizione del Flamenco, ma anche la sua continua ed interessante evoluzione, in funzione dei cambiamenti sociali ed antropologici.

Questo spettacolo ad esempio, di un’energia straripante, riprende al massimo, ed esalta, la vocazione maschile del Flamenco, che spesso erroneamente associamo alla versione più Pop delle “ballerine à pois”, ma che è danza virile, potente e singolare, nella quale e per la quale uomo e donna si incrociano, scontrano, sfidano, comunicano, senza toccarsi quasi mai, ed esprimendo una sostanza androgina e calda: una passione che non ha genere, ma solo slancio vitale e creativo.

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La gonna torna ad essere, come da tradizione, assieme allo scialle e al ventaglio (che in questo caso non viene tuttavia usato), oggetto scenografico, ma soprattutto coreografico, e che risponde a passi e tecniche precise, oltre ad esprimere sentimento, indipendentemente dal fatto di essere indossata da donna o uomo.

Attorno al micidiale (ed insospettabile) – per potenza, creatività, ed espressività -, Manuel Liñán, danzano Lucia Alvarez (La Pinona)José Maldonado, in un elegantissimo vortice di voci (due gli eccezionali cantanti: Miguel OrtegaDavid Carpio) e di chitarre spagnole di livello massimo, dal suono pieno ed inconfondibile, sotto le agili dita di Francisco VinuesaPino Losada. Il tutto ben condito dalle percussioni di Miguel “El Cheyenne”.

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それ’ stato qualcosa di irripetibile: pubblico in delirio, trascinato nel vortice dell’evocazione musicale e fisica fino all’ultimo istante, e questi corpi eleganti e fieri, che si confrontano all’interno di un immaginario ring fatto di rose e di corde, che comunicano, si scambiano i ruoli, suonano, vibrano, ed interpretano in maniera altamente drammatica, le loro parti di uno spettacolo dalla regia originale, ed impeccabile.

Altro che le esibizioni finto-tradizionali alle quai siamo abituati, che ben poco rispecchiano di quello splendido strumento culturale, all’incrocio, tra musica, danza, e teatro, che è appunto il Flamenco.

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Manuel Liñán, enfant prodige del Flamenco, è fra i più affermati artisti della scena internazionale. Passa dai ruoli di solista, alle collaborazioni con artisti emergenti e al debutto in solitario nel 2008 come regista, coreografo e interprete, ricevendo il Premio come Artista Rivelazione. È richiesto da importanti compagnie per il suo talento coreografico, non ultimo il Ballet Nacional de España per il quale ha coreografato alcune piece delle ultime produzioni.

Domani sera, 1 7月, sempre al Piccolo Teatro Strehler, si terrà l’ultima serata del Festival, con l’esibizione della Compagnia Rocio Molina. Buona visione!

https://www.piccoloteatro.org/it/2016-2017/caida-del-cielo

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