Filax Anghelos

Condividi!

Figlia del boom – Atto primo

<<Bimbo mio bello fatto con tutto l&#8217;amore di cui sono capace, しかし、特に… soprattutto con acido nitrico, solforico, glicerina addizionata con nitroglicole e quindi gelatinata con… mancano pochi giorni per il tuo candido parto… boom>>

teatro_della_cooperativa_renato_sarti_massimiliano_loizzi_filax_anghelos_parte_1_IAT

Filax Anghelos, によって書かれ、指示 Renato Sarti, interpretato dal bravo Massimiliano Loizzi e prodotto dal sempre attivissimo teatro della Cooperativa, è uno spettacolo intenso e molto particolare.
Abbiamo visto l’Atto primo: “Figlia del Boom”, che da settembre verrà proposto in versione integrale al teatro dei Filodrammatici di Milano. Le vicende di Anghelos, un’infanticida, e di Filax, un maniaco dell’ordine, si intrecciano in un delirio espressivo che è pre-testo per parlare di molto altro. Della deriva della nostra società, della sua sommessa e logorante violenza, di un’apocalisse dell’umanità che si può quasi toccare con un dito. Il testo: spesso, grave e geniale, si maschera, fruibile, dietro ad una patina Pop e quasi divertente, con una scenografia semplicissima e “sporca”, che ne alleggerisce i tratti drammatici.
Tra un’amara risata e constatazioni di verità, Loizzi sviscera la complessità mentale di un personaggio che si fa società, e che rende molto bene, soprattutto a livello espressivo (nonostante l’impedimento fisico delle alte temperature con “fumera”), su di un testo agghiacciante che, soprattutto se accostato agli eventi terroristici della nostra quotidianità, risulta potente, ed urticante.
C’è qualcosa di volutamente semplificato nei caratteri della messa in scena, perché forse una rappresentazione più curata del testo sarebbe stata anche troppo forte: di una violenza insostenibile. L’immaginario inoffensivo e popolare avvicina invece lo spettatore, che non si lascia intimorire dalla follia dei personaggi. L’uso del greco, lingua sempre magnificamente sonora, accentua da un lato la profondità drammaturgica del testo, evocando il pieno significato delle parole, e dall’altro stacca, frammenta, distrae, e poi riporta l’attenzione sulla drammaturgia, non verbosa, ma certamente complessa, e ne rende più fluida la forma, come in una diabolica cantilena.

filax-anghelos-628x353

Angela è una infanticida che immagina di preparare un attentato in una grande cattedrale in cui verranno dilaniati i più importanti capi di stato. Mentre si ingarbuglia fra pirite, spolette e timer necessari per l’evento sanguinario, Angela racconta e rivive la sua vita travagliata. Alla fine del primo atto prenderà il sopravvento Filax, l’altra parte di sé: maniaco delle divise, dell’ordine, e con turbe sessuali indicibili.
Filax (custode) e Anghelos (Angela) sono una sola persona che, fra le mura di un manicomio, vive uno sdoppiamento di personalità in cui sono condensati i mutamenti più laceranti avvenuti nel nostro Paese dal dopoguerra ad oggi e la prospettiva di un futuro avvelenato e senza speranza. E non c’era davvero modo migliore per raccontare tutto questo, senza doverlo necessariamente e banalmente dire.

Lo spettacolo è in prima nazionale e sarà possibile vederlo fino al 1 luglio al teatro della Cooperativa e da settembre al teatro dei Filodrammatici, ed è stato prodotto con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto NEXT 2016. E’ stato segnalato al 41° Premio Riccione per il Teatro.

aef6583d50

email