Da nuova arteria a rischio cancro

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Da nuova arteria a rischio cancro

SI LAVORA CONTRO IL TEMPO PER LA REALIZZAZIONE DEL “LOTTO 1” DELLA ZARA-EXPO
IN FASE DI ULTIMAZIONE IL PRIMO TRATTO, MA C’È UN SERIO PERICOLO IN ZONA NORD

Circa un anno fa il Comune di Milano ha iniziato la progettazione di un’infrastruttura viaria nota come Gronda Nord, poi come Strada Interperiferica e successivamente come Strada Interquartiere. L’opera, che dovrebbe migliorare l’attraversamento dell’area Nord della città realizzando il collegamento del tratto da viale Fulvio Testi alla zona di Rho (tramite un raccordo tra la SS11 e la SS233) rientra nei progetti essenziali previsti dal dossier di candidatura di Milano a sede di Expo 2015. Prevista anche la realizzazione di un collegamento tranviario che congiungerà via Graziano Imperatore a via Pedroni e Piazza Bausan. I principali impatti riguardano l’acustica, l’atmosfera e il paesaggio.

DUE LOTTI – Da un punto di vista operativo, la strada di collegamento Zara-Expo è stata suddivisa in due lotti: il primo da via Eritrea verso Rho, il secondo da viale Testi a via Eritrea. A settembre 2013 sono partiti i lavori per il tratto iniziale del “Lotto 1”, fino all’imbocco di via Stephenson, ormai in fase di ultimazione, mentre l’iter burocratico per l’apertura del cantiere nel secondo tratto è ancora in corso. L’appalto è stato assegnato all’associazione temporanea d’imprese Salc-Daf costruzioni stradali–Agrideco, giocando al ribasso sull’importo a base d’asta, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e da Palazzo Marino. La conclusione dell’opera potrebbe, dunque, trascinarsi oltre Expo: la partita si gioca tutta sul termine di ultimazione “parziale” dei lavori.

RISCHIO PARALISI – L’Eritrea-Expo, 手短に言えば, potrebbe non essere pronta per la fatidica data del 1° maggio: sarà una strada interquartiere, a doppia carreggiata, con due corsie per senso di marcia. Dopo un primo, breve tratto a raso, passerà sotto largo Boccioni grazie ad una galleria artificiale di circa 550 メートル, sfruttando poi il tunnel esistente del raccordo autostradale e confluendo in via Stephenson. Tramite una bretella, che prevede la realizzazione di un sottopasso al fascio ferroviario di Milano Certosa, la strada consentirà anche il raggiungimento del sito espositivo ai flussi di traffico extraurbani. Del progetto originario, che intendeva collegare tutti i quartieri Nord di Milano, verrà realizzato solo questo tratto e si prevede che un’alta percentuale del traffico veicolare proveniente dal centro, ザ 40%, passerà da qui sommandosi a quello quotidiano verso Quarto Oggiaro, Novate, Baranzate e Bollate. La situazione, a questo punto, potrebbe diventare davvero critica: è stato fortemente limitato l’impatto visivo della strada nel tratto all’interno del quartiere, ma si parla di migliaia di auto al giorno che entrerebbero in zona per imboccare la via verso Expo, in aggiunta al (denso) traffico già esistente.

A cura di
レダマリアーニ
@ledy
マルコVanoliによる写真

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