彼らは予定ミラノのメディアの達人に会う保つ: 守弘原野

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何も知らない人のために, Meet the Media Guru è un progetto ideato nel 2005 マリア·グラツィアマッテイとロンバルディア州の地域とのコラボレーションで、ミラノの商工会議所によって実施することにより, フィエラミラノ財団とミラノの省. Si tratta di un programma di incontri sulla cultura digitale internazionale, che fa da piattaforma divulgativa tramite eventi destinati al grande pubblico e al contempo specialistica, con appuntamenti rivolti invece al mondo professionale dei new media, del design, delle arti visive e della comunicazione. Questi appuntamenti “specialistici” prendono il nome di Meet the Media Guru EXECUTIVE e consistono in occasioni di dibattito più ristrette e dedicate ai professionisti e alle imprese.

Ieri sera è stato il turno, all’interno della bella struttura della Mediateca Santa Teresa, a Moscova, del talentuoso direttore creativo e noto pubblicitario di Tokyo, 守弘原野, che ha raggiunto risultati incredibili non solo nell’advertising, ma anche nello sviluppo di new business, in strategie e product design, nonché in iniziative mediali.

Nel 1994 Harano entra a far parte del team di Dentsu, una delle maggiori agenzie pubblicitarie giapponesi, dove si occupa delle iniziative e delle campagne digitali. Il suo approccio alla pubblicità infatti vede nel digitale la cifra di un nuovo linguaggio. All’interno di Dentsu lancia Drill, un’agenzia creativa non convenzionale e nel 2011 dà vita, come co-fondatore, a una sua propria agenzia, Party, che nel 2012 vince l’Indipendent Agency of the Year, Gran Premio di Spikes Asia, uno dei maggiori riconoscimenti asiatici. All’estero ha inoltre ricevuto il “TED: Ads Worth Spreading 2012, il “D&AD Yellow Pencil” e il “Gold Cannes Lion”al Cannes Lions Festival of Creativity. Creative Director e fondatore di Mori Inc., è attualmente membro di “D&AD”, NY ADC” e insegna alla Waseda University.

Ciò che mi ha colpito dei suoi discorsi, ieri sera, è stato l’approccio assolutamente artistico e performante che ha nei confronti della pubblicità (ma non solo), la sua capacità di esprimersi in maniera lucida e chiara, nonostante alcune domande del pubblico siano state assolutamente folli, l’idea della creazione di nuovi processi creativi che sta alla base delle sue elaborazioni e l’approccio sinestetico e curioso, direi empirico, nei confronti dello sviluppo delle idee. C’è tanto da imparare da figure di questo tipo, soprattutto per la libertà delle loro menti e per l’onestà intellettuale.

Interessantissimo tutto il discorso sulla ricerca di modi nuovi e adeguati al contemporaneo, di fare Storytelling. Unico neo: com’è possibile che durante un evento ipertecnologico, in streaming in tutta Italia e all’interno di una sala che è nota a Milano per la struttura all’avanguardia, quasi tutte le radio per la traduzione non funzionassero?!

Meno male che capivo bene il suo inglese!

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