Questa è una cosa che gli italiani devono sapere

Condividi!
Di seguito riporto la lettera che l’associazione I Germogli Onlus ha inviato ai Membri del Collegio di Vigilanza per gli Accordi di Programma, ai Membri del Glip, al Direttore Generale USRLombardia Francesco de Sanctis, all’Osservatorio sulla Condizione delle persone con disabilità c/o Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e a LEDHA. I tagli alla scuola stanno incrinando definitivamente la formazione del nostro popolo futuro e minimizzando al massimo i bisogni dei portatori di handicap, trascinandoli in una condizione di infattibilità per qualunque progetto sia stato loro dedicato durante gli ultimi 10 âge. Così viene violato un mare di leggi e in questo modo si fa finta di aiutare la gente, pulendosi la coscienza, ed evitando di intervenire sul serio sui problemi. E quello di Pavia non è certo un caso unico.
La nostra associazione, in riferimento alla lettera in oggetto di seguito allegata, è venuta a conoscenza dei criteri adottati per la valutazione della documentazione scolastica degli alunni con disabilità ai fini dell’assegnazione dei posti di sostegno agli alunni con disabilità, dal Gruppo di lavoro operativo sull’handicap della provincia di Pavia.
A breve, il Gruppo di lavoro operativo sull’handicap, di seguito GLH, avrà di nuovo il compito di rendere fattibile il progetto di vita scolastico di ogni studente con disabilità, appartenente alla provincia di Pavia.
Riteniamo che, visto le gravi condizioni economiche del Paese Italia, che stanno producendo un taglio senza fine alle già esigue risorse in ambito scolastico e sociale, e considerati i criteri adottati, per molti studenti, anche per il prossimo anno, realizzare appieno tale progetto rimarrà una chimera.
Ci permettiamo quindi di sottolineare quanto la scelta di questi criteri, alla luce delle sentenze dei tribunali a favore degli alunni con disabilità, oltre ad essere miope e discriminante, peggiora ulteriormente le condizioni degli alunni con disabilità e svuota il senso di tutte le norme nazionali e internazionali, della Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità , e gli stessi accordi di programma provinciali; leggi in cui sono promossi, garantiti e tutelati i diritti dell’alunno nel contesto scolastico. Diritti che non possono e non devono, in un Paese che vuole definirsi civile, essere affievoliti da ragioni di bilancio economico.
Se è vero che dobbiamo fare delle scelte economiche, che queste siano giuste, che siano a favore di chi ha più bisogno, che garantiscano il rispetto della persona; che siano pensate in una logica di investimento e non di costo.
Analizzando il documento abbiamo quindi rilevato alcune criticità che operano nella direzione opposta. Nella prima parte in cui si elencano i documenti necessari per valutare la situazione scolastica di ciascun bambino, non si fa riferimento al PeiPiano Educativo Individualizzato, che oramai è considerato dalla giurisprudenza italiana, lo strumento principale per chiedere le ore di sostegno in base alle effettive esigenze.
Perché è importante? Perché il Pei è il progetto di vita della persona con disabilità nel quale vengono descritti gli interventi e i percorsi integrati alla programmazione di classe in coerenza con gli orientamenti e le attività extrascolastiche di carattere riabilitativo e socioeducativo. Il Pei è il primo strumento di integrazione dell’alunno con disabilità, in quanto ha lo scopo di unire allo stesso tavolo, anche nei casi in cui è interpretato solo come documento burocratico, tutte le persone che agiscono per lo studente con disabilità e coinvolgerli al dialogo. Il risultato è il dono più grande che si possa fare a una bambino con disabilità: lo si aiuta a trovare la strada per la sua inclusione nella società .
Prendere in considerazione la Diagnosi Funzionale, l’accertamento collegiale, il profilo dinamico funzionale è giusto per capire la storia di ogni situazione con disabilità, ma il Pei è il presente di ogni bambino, e su questo Voi avete la responsabilità di garantirne il suo futuro. Ogni volta che si disattendono le richieste delle Scuole, si negano ai bambini con disabilità ogni possibilità di crescere e di essere un domani persone libere ed indipendenti. Con lo strumento del Pei, le Scuole richiedono ciò che è necessario e strategico per una più efficace ed efficiente integrazione dell’alunno con disabilità: personale per le attività di sostegno, personale per l’assistenza all’autonomia e la comunicazione, ma anche riduzione del numero dei bambini nelle classi in cui sono inseriti alunni con disabilità, ausili tecnologici, personale Ata, ecc.
Ci uniamo al coro di altre associazioni che sottolineano come gli insegnanti curricolari debbono tornare ad essere il soggetto cui affidare fondamentalmente la presa in carico del progetto di inclusione, purchè siano messi in condizione di farlo. La prima condizione è avere classi non numerose; la seconda e fondamentale condizione è che abbiano un formazione iniziale ed obbligatoria in serivizio sulla didattica dell’inclusione. (avv.Nocera). Perché è sempre presente il rischio che tutti gli interventi didattici siano delegati totalmente all’insegnante di sostegno, perdendo così il compito di socializzazione che riveste la scuola.
Tra i criteri il GLH prevede tre “gradi” (?) di disabilità, G1 disabilità grave, G2 disabilità medio-grave, G3 disabilità media, nei quali collocare le disabilità dei bambini assegnando d’ufficio le ore di sostegno statale, e comunque mai più di 13. In tutti e tre i gradi le ore sono comunque pochissime, soprattutto per un alunno con disabilità grave che frequenta 40 ore settimanali.
Basterebbero le parole delle sentenza della Corte Costituzionale n.80/2010 a far comprendere che tutto ciò è profondamente ingiusto e discriminatorio: “va precisato che i disabili non costituiscono un gruppo omogeneo. Vi sono, en fait, forme diverse di disabilità: alcune hanno carattere lieve ed altre gravi. Per ognuna di esse è necessario, pertanto, individuare meccanismi di rimozione degli ostacoli che tengano conto della tipologia di handicap da cui risulti essere affetta in concreto una persona.
Adottare quindi questo criterio vuol dire violare le norme costituzionali sui diritti fondamentali della persona e sul diritto allo studio degli alunni con disabilità, violare gli articoli della Legge 104/92, degli art. 12 et 13 che sanciscono il diritto allo studio e al sostegno didattico degli alunni con disabilità; violare la Sentenza 80/10 della Corte Costituzionale, che ha annullato i commi 413 et 414 dell’articolo 2 della Legge 244/07, nella parte in cui vietavano la possibilità di assegnazione di ore di sostegno in deroga, oltre il tetto massimo medio nazionale di un posto ogni due alunni con disabilità; violare la Legge 449/97, che con l’articolo 40, consente alle istituzioni scolastiche autonome la stipula di contratti a tempo determinato, proprio per l’assegnazione di ore di sostegno in deroga; violare l’articolo 9, comma 15 della Legge 122/10, che – sempre a seguito della citata Sentenza 80/10 della Corte Costituzionale -, consente l’assegnazione di ore di sostegno in deroga, con rapporto anche di 1 a 1 per i casi di grave disabilità, proprio nel rispetto della tutela delle «effettive esigenze» di ciascun alunno, fissato dall’articolo 1, comma 605, lettera b della Legge 296/06.
Per completezza risulta dal documento che tra i membri del GLH non figurano ne associazioni di categoria, ne rappresentanti delle ASL. La loro presenza aiuterebbe a garantire una presa in carico globale ed una indagine più professionale delle situazioni degli alunni con disabilità.
Alla luce di tutto ciò, la nostra associazione chiede una rivisitazione dei critiri reimpostandoli sui diritti degli alunni con disabilità.
Nel frattempo continueremo la campagna di sensibilizzazione, indirizzata prevalentemente ai genitori di alunni con disabilità, per informarli dei diritti dei propri bambini, e qualora si riconfermassero questi criteri di assegnazione delle ore, intendiamo laddove si ravviserà la necessità, offrire anche supporto di assistenza legale.
Tale documento sarà inviato per conoscenza a tutte le associazioni che operano nel settore della disabilità.

Mara Finotti
Presidente I Germogli Onlus

disabile-camera_big
email