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Teatro totale e trasversale

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Inaugura domani il Teatro del Buratto nel nuovo polo di Maciachini
tra spettacoli per ogni età, musica dal vivo, rassegne e non solo

http://www.mitomorrow.it/2017/10/20/che-spasso-apre-il-nuovo-teatro-del-buratto/

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La magia del Buratto

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IL TEATRO “TOTALE” TRA GLI ATTESTATI COMUNALI
RICONOSCIMENTO AI 40 ANNI DI ATTIVITÀ SOCIALE

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Nella Milano dei teatri, condizione della quale la città va ancora fortunatamente fiera, in via Pastrengo, al civico 16, nel cuore del rinato quartiere dell’Isola, si trova un piccolo
gioiellino ultracentenario: il Teatro Verdi, che da quarant’anni ospita il Teatro del Buratto, realtà selezionata per gli Ambrogini di quest’anno. Lo scorso 28 novembre il Buratto ha festeggiato il traguardo dei quattro decenni, ricordando quel magico momento del 1975 in cui, grazie all’appoggio di Paolo Grassi, invaghitosi de L’Histoire du Soldat, ebbe modo di avvicinarsi a questa struttura che fu, prima della sua fatiscenza, sede dal 1913 di una famosa corale e di una nota e suggestiva sala da ballo.

LA STORIA • Il Teatro del Buratto nacque dallo spontaneo associarsi di Jolanda Cappi, che proveniva dall’ambiente teatrale e del mimo, ed altri noti personaggi della scena teatrale e televisiva milanese, come Velia Tumiati e Mantegazza, con il successivo ingresso di Silvio Oggioni. L’ispirazione era il sogno di un teatro “totale”, nel clima di decentramento culturale che si viveva in quegli anni. Il gruppo, consolidatosi durante un primo anno di attività, prese dunque in gestione il Verdi ripristinandolo a spese proprie nel tempo, fino alla più recente ristrutturazione degli anni Ottanta. All’attività di produzione ha sempre affiancato idee e laboratori per il settore “Ragazzi” (intervenendo
su più sale) e organizza corsi di scrittura creativa, di animazione su nero ed attività di formazione.

GLI OBIETTIVI • Nadia Milani, appassionata e giovane membro della compagnia da tredici stagioni, si augura che l’Ambrogino faciliti l’organizzazione nella gestione della struttura, poiché il Buratto non ha mai avuto una sede fissa data in concessione dal Comune, faticando per lunghissimo tempo nel sostenere i costi del teatro. En breve, un riconoscimento al lavoro culturale svolto sul territorio e non solo, creando un ponte importante tra la città e le forme più contemporanee del teatro europeo.

Leda Mariani
@ledy

Doctor Faust e la ricerca di sé

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Doctor Faust e la ricerca di sé

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Mi-Tomorrow---21-Gennaio-2016---Giovedì

PRIMA NAZIONALE DI “NON ESSERE UNA TENTAZIONE”
SPETTACOLO TRA BURATTO, DANZA E PERFORMANCE, CHE INDAGA IL SENSO DELLA VITA

Venerdì 22 e sabato 23 gennaio al Teatro Verdi di Via Pastrengo 16, si terrà la prima nazionale di “Non essere una tentazione”, un particolare studio sul Doctor Faustus di Christopher Marlowe, sviluppato attraverso la tecnica della “marionetta a bacchette”, che metterà in scena, evocando un certo teatro asiatico, dieci monologhi che fanno rivivere il percorso interiore del personaggio Faust nello spogliarsi progressivamente di ogni volontà, desiderio, ed aspettativa: uno svuotamento esistenziale che deriva da un continuo interrogarsi sulla Natura dell’uomo e sull’esistenza di Dio.

Lo spettacolo, che rientra nel fitto programma di IF – Festival internazionale teatro di Immagine e Figura, giunto alla nona edizione, è prodotto da Atti Sonori e scritto da Luca Scarlini, per la regia di Luca Veggenti; le marionette sono di Moe Yoshida, giovane artista e performer giapponese e la pièce sviluppa la figura di un Faust-burattinaio perso nell’Universo, alla costante ricerca di un senso per il suo esistere, che pur incontrando continui ostacoli e frustrazioni, continua disperatamente ad agire, come spinto da una corrente invisibile. Il teatro di figura è da intendersi in questo caso come Teatro Totale: una forma che cerca il suo equilibrio espressivo nella complessa rete di relazioni tra movimento, figura, suono, voce, luce e spazio. La marionetta è connessa al corpo della danzatrice che la manovra, in modo che diventino una cosa sola, ed anche nei momenti di distacco, il movimento che ne scaturisce ha sempre la densità e la qualità di una danza. La seconda presenza umana in scena è invece quella di un anonimo ed inquietante assistente/manovratore, che ha la funzione di moltiplicare il rapporto fisico e drammaturgico tra chi manovra e chi è manovrato, sviluppando un’interessante e classica metafora sul libero arbitrio.

Un Faust molto contemporaneo dunque: che cerca di reagire, che esprime il suo profondo stato di inquietudine, ma che appare senza via d’uscita, perché come in una stanza vuota non può che ascoltare, disperato, il rimbombo della propria voce.

Immagini dello spettacolo visibili al link: http://www.piecesfor.com/nonessere/index.html