Shore Hotel: para ver!

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Anoche tuve el placer de asistir a un espectáculo que definir “pura poesía” es reductiva. Shore Hotel, scritto dal regista e maestro del buratto Frank Soehnle, della Compagnia del teatro di Figura di Tubinga (Germania del Sud), fonde perfettamente tre testi di impronta surrealista del famosissimo scultore (e talvolta scrittore) Alberto Giacometti, per costruire un vero e proprio poema visivo che riesce a far interagire perfettamente musica, pittura, scultura e suggestioni polisensoriali, alla ricerca dell’assoluto di uno spazio senza tempo.

La produzione franco-svizzero-francese è stata ospite del Teatro Verdi, gioiellino nascosto dietro agli imponenti lavori di Porta Garibaldi, qui a Milano, nell’ambito del Festival Internazionale del Teatro di Immagine e Figura che la struttura organizza da anni, nell’ottica di avvicinare il pubblico a questa potentissima forma espressiva: intreccio perfetto tra varie discipline artistiche, ed erroneamente percepita, almeno in territorio italiano, come qualcosa di legato al mondo dell’infanzia.

Si tratta invece di opere sicuramente sorprendenti per la loro realizzazione scenografica, scenica e per la costruzione dei burattini contemporanei che di volta in volta vengono presentati al pubblico, ma soprattutto della concretizzazione a noi prossima, dell’immaginario umano, dei nostri sogni ed incubi.

Eccezionale la musica (tra corno delle Alpi in versione contemporanea e trombone a tiro) di J.J. Pedretti e Robert Morgenthaler, ma soprattutto incredibile l’attore protagonista, che oltre ad una recitazione impeccabile ha dalla sua parte un plasticismo del corpo, ma soprattutto del volto, che lo rende assolutamente integrabile e confondibile con i burattini di tutte le dimensioni che interagiscono con lui.

Il genere della poesia visiva, in tedesco Gesamtkunstwerk, è sicuramente una forma artistica che dovremmo avvicinare e che riesce a tradurre perfettamente in immagine ed esperienza, i pensieri della mente.

Hotel de Rive Ginebra es el nombre del hotel donde Giascometti pasó los últimos años de la Segunda Guerra Mundial, esculpir figuras humanas siempre menor, para alcanzar la dimensión de la caja de cerillas.

Un espectáculo para la vista, único y debe, que se repetirá por última vez esta noche, TODO 21:00 (entrada desde 15 a 20 euro).

Realmente, el potete, ir a verla!

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