Happy Campers, o Maial Campers o Maials Camping: la parodia di un film sull’adolescenza che non è una parodia!

Condividi!

Questo che ho visto per caso è sicuramente il film di uno che si è alzato un giorno la mattina e ha deciso di costruire un’intera pellicola su due semplici proposizioni: “un sorriso è un sorriso” y “la vita è una fregatura”, a saber: il tautologico all’ennesima potenza. Di fronte a questa pellicola una volta di più mi chiedo: perché tale Daniel Waters, al suo esordio, ha tutti questi soldi da buttare letteralmente via per produrre un film esteticamente bello quanto assolutamente inutile?! Com’è possibile che si riesca ad essere così mancanti di talento a livello da non riuscire nemmeno a raccontare una storia con un minimo di criterio logico? Il terribile sceneggiatore del film avrà letto qualche fiaba, qualcosa che abbia una concatenazione causa-effetto, da piccolo?

Mai visto un prodotto (sul serio, mai!) con una così totale mancanza di struttura, assolutamente incapace di trasmettere qualsivoglia emozione e in cui sentimenti e relazioni amorose fossero espresse talmente male. Ogni evoluzione nelle vicende sentimentali dei protagonisti rovina letteralmente su se stessa: degli sviluppi relazionali si illustrano solo le conseguenze o le si intuiscono da molto lontano. La pellicola dà l’idea allucinante e non voluta di un film visto da qualcuno che salta qua e là dei pezzi e ne ricompone frettolosamente il senso. Ogni avvenimento precipita nella storia come se gli stessi personaggi ne fossero già a conoscenza e non si potessero nemmeno stupire o non ne fossero mai realmente sconvolti. Anche di sessualità si parla a caso, non ci si ironizza e non la si prende nemmeno sul serio, proprio sulla scia delné carne né pesce”. Che orrore…bah, forse ho sbagliato ed era un film dell’orrore…allora me ne accorgo solo adesso, mea culpa! L’orrore di film di terribili che vengono prodotti uno sull’altro, mentre c’è gente qui che non riesce nemmeno a finire i suoi lavori. Qué triste, ho addosso tutta l’angoscia di chi spende 20 euro per un libro pessimo: è un’amarezza ce non ci si toglie più di dosso!

Ricapitolando: un film che non parla di sentimenti, né di problemi, in cui nonostante discorsi molto superficiali non c’è né un ordine da corrompere, né un disordine da costituire. Solo caos e casualità, all’infinito, un pizzico di surrealtà sparsa qua e là, un po’ di droghe, molta schizofrenia, non si vedono adulti, non si scorgono adolescenti e nemmeno i loro stereotipi.

Geniale, un film sul niente che parla di niente, che non riesce nemmeno ad essere erotico o un poporno, un film da niente, ma confezionato come un cioccolatino Rocher (ed è questa la cosa che mi spiego di meno). La bellezza della fotografia è un insulto alla bruttezza del film e arriva, proprio per questo, a stonare pesantemente e dunque è anch’essa da bocciare. Questo film sarebbe dovuto essere girato a casa di una tredicenne con una MiniDV e si sarebbe detto dell’adolescente, che non era portata.

Pessimo.

email