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500 volte noi: auguri, Mi-Tomorrow!

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500 Volte noi! Mi Tomorrow raccontato dagli autori delle sue storie

http://www.mitomorrow.it/2017/01/16/500-volte-noi-auguri-mi-tomorrow/

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Indivisibili, di Edoardo De Angelis

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LEGGI LA RECENSIONE

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GGG, il sogno di un mondo più gentile

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Viene distribuito in Italia da oggi l’ultimo film di Steven Spielberg, che torna alla fiaba, dopo l’esperienza di “Le avventure di Tintin” del 2011, in maniera brillante ed efficacie. Il Grande Gigante Gentile porta infatti a rivivere due ore di quella incredibile magia che hanno potuto sperimentare coloro che erano bambini tra gli anni Settanta ed Ottanta, in un mix fantasmagorico che funziona in maniera perfetta anche grazie alla commistione tra Computer Grafica e riprese in Live Action e Performance-Capture del personaggio di Sophie, reso in tutta la sua forza e dolcezza dalla brava Ruby Barnhill, al suo esordio su grande schermo.

BFG (Big Friendly Giant, nella versione originale) è uno di quei film dalla perfetta alchimia degli ingredienti, che inducono alla confusione dei piani di realtà, esattamente come poteva essere per pellicole come “La storia infinita”, di Wolfgang Petersen, del 1984. L’interazione dei personaggi con la scenografia, combinata alla straordinaria grafica e all’uso del Simulcam, è capace di tenerci incollati allo schermo tutto d’un fiato, dall’inizio alla fine, tra realismo, fantasia, magia, dolcezza, dramma, emozione, buoni valori e commozione assicurata.

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La storia dell’orfanella che incontra il più gentile tra i giganti: anziano, ingenuo e un po’ pazzoide, che si esprime in uno strano linguaggio che evoca dialetti celtici e che si scontra con un assurdo formalismo, ci riporta in maniera meta cinematografica all’iconografia della “fabbrica dei sogni”, per la straordinaria capacità, misteriosamente appresa da questa eterna entità, di catturare i sogni alla loro sorgente sovrannaturale mistica, per poi mescolarne gli elementi producendo esperienze perfettamente piacevoli, da instillare nelle menti e nel cuore di grandi e piccini che se lo meritano. E così, fra rocambolesche fughe dal bullismo dei rozzi e violenti “Inghiotti Ciccia Viva”, “Ciuccia Budella”, “San Guinario” e dei loro terribili fratelli, il buffo outsider del mondo dei giganti, tra romanticismo, comicità e demenzialità, trova assieme a Sofia, che ha il coraggio di coloro che non hanno nulla da perdere, la forza di riscattarsi e di liberarsi da stereotipi e grandi miti negativi, che incrinavano l’atmosfera del mondo dei giganti, dando vita in sostanza ad una nuova e più illuminata era, con grande clemenza dei regnanti.

Una favola dai valori tutti positivi dunque, quella scritta con incredibile lungimiranza, soprattutto per quanto riguarda certe tematiche, da Rohald Dahl nel 1982, la cui natura fantasiosa e polivalente ha dato vita, tra il 1943 e la fine degli anni Novanta, a meravigliosi viaggi della mente come “La Fabbrica di Cioccolato”, “Le Streghe”, “Matilde”, “Danny il campione del mondo”, e moltissime altre incredibili avventure.

Un potente effetto nostalgia dovuto ad una vaga patina da film per l’infanzia anni Novanta ci fa tornare indietro nel tempo tra il ricordo di elementi ancestrali, ed il sogno di un futuro amorevole e più gentile, e ci si perde tra sketch comici e sapienti enfatizzazioni drammatiche, davanti al volto incredibilmente espressivo di GGG, interpretato da Mark Rylance e alla spiazzante intelligenza e dolcezza dell’occhialuta Sofia: bambina sveglia e fin troppo matura, che non ha tempo da perdere, e alla disperata ricerca di affetto e di avventura.

Spielberg torna, ripercorrendo questa bella fiaba, alla manipolazione dei sentimenti, in questo caso perfettamente riuscita, e gli spettatori di tutte le età si ritrovano immersi, tra lacrime e risate, nello straordinario mondo dei sogni, materia inesauribile di quello del cinema.

Tutta l’energia del Nord

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ICONE AL FEMMINILE.
MOLTEPLICI RITRATTI DELLA DONNA NEL PANORAMA CINEMATOGRAFICO INTERNAZIONALE IN MOSTRA A TALLIN.

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Si è conclusa ieri la ventesima edizione del PÖFF – Black Nights Film Festival di Tallin, capitale e porto principale dell’Estonia, che ho avuto il piacere di seguire in maniera approfondita, individuandola come una delle manifestazioni più vive e produttive in ambito cinematografico contemporaneo. 17 giorni di incontri, dibattiti, ed interventi sul fare cinema oggi e sulle prospettive future a livello internazionale. Un’Estonia che crede nelle potenzialità comunicative ed espressive del cinema del presente, soprattutto a livello di produzione culturale e di creazione di un immaginario significativo e condiviso: un paese giovane, che costruisce la sua identità, e che in maniera coerente con il proprio spirito, è aperto a reali scambi culturali.

In Estonia il consumo di cinema è tra i più alti in assoluto, a partire dal programma “Il cinema ritorna”, lanciato nel 2003 dal governo, che ha garantito fino ad ora il sostegno dello Stato estone alla distribuzione di opere d’essai e nuove possibilità di proiettare film in tutto il paese. Dal 1940 al 1991 andare al cinema è stato il divertimento più diffuso di questa nazione e tra gli anni Sessanta e Ottanta, più di 20 milioni di persone hanno visitato regolarmente le sale dei nuovi cinema e multisala che stanno nascendo nelle città principali, come anche Tartu e Haapsalu.

Il Black Nights Film Festival, che si svolge regolarmente dal 1997 tra novembre e dicembre, è per il pubblico estone la migliore occasione per vedere film d’essai europei, ed ha come obiettivo principale quello di dare visibilità a nuove produzioni straniere di elevata qualità artistica. I visitatori di questa manifestazione si affacciano sul Mar Baltico raddoppiando ogni anno e la sinergia produttiva con la finlandese Helsinki, a soli 80 Km di navigazione più a Nord, aumenta in maniera esponenziale.

Il Tallinn Black Nights Film Festival è un evento unico, che combina un concorso riservato a lungometraggi di provenienza mondiale, con sotto-festival di film d’animazione, cortometraggi, cinema per bambini e ragazzi. Il festival, oltre a proporre un panorama davvero esteso ed intenso, è capace di creare un ambiente estremamente accogliente e favorevole per l’interazione tra pubblico, registi e maestranze provenienti da tutto il mondo, ed è come dovrebbe essere ogni manifestazione di questo tipo: un luogo di vero scambio, di contatto, dominato dalla passione per la settima arte e dalla voglia di fare, approfondire, e di creare qualcosa di vero in profonda sinergia.

Riconosciuto dalla FIAPF (Federazione internazionale delle associazioni di produzione cinematografica), solo l’anno scorso il PÖFF ha registrato più di 80.000 presenze, per quasi un migliaio di proiezioni, ed anche quest’anno ha dato il massimo.

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Tra i film in concorso nella Main Competition abbiamo potuto vedere il raffinato A Quiet Heart, di Eitan Anner, vincitore come miglior film: incisiva storia di ricerca della propria identità culturale ed individuale nella Gerusalemme di oggi, con cast in parte italiano e la splendida interpretazione di Ania Bukstein, vincitrice anche del premio come miglior attrice. Sempre nella competizione principale vince il premio per la miglior fotografia lo straordinario The Chronicles of Melanie, splendidamente interpretato da Sabine Timoteo, ed illuminato da Gints Berzins. Miglior sceneggiatura e miglior attore vanno all’incisivo e ironico Eastern Business, di Igor Cobileanski, interpretato da Ion Sapdaru e Constantin Puscasu e scritto da Igor Cobileanski. Il premio per la miglior colonna sonora è stato invece assegnato a At Your Doorstep, composta da Silvia Pérez Cruz.

Queen of Spades

Ma nella Main Competition non possiamo non menzionare Lines, di Vassilis Mazomenos, film molto forte ed impietoso, sulla terribile condizione psicologica che si sta diffondendo ed amplificando in Grecia, in relazione alla crisi economica che ha sta sconvolgendo il paese dal 2009: da vedere assolutamente.

Nella First Features Competition vince l’elegante e formalista Duet, di David Nanesh, allievo di Kiarostami, simbolica rappresentazione della condizione psicologica di incomunicabilità che pervade il tessuto sociale iraniano e sulla percezione del tempo e del ricordo, inseguito fino all’ultimo da Caina, alla sua prima mondiale, potentissimo film di Stefano Amatucci liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Davide Morganti, che racconta il pericoloso ed incessante incremento della xenofobia nella società italiana: un’opera di una violenza incredibile, elegante e raffinata tanto quanto esplosiva.

I premi speciali della giuria sono andati a Gentle Breath, di Augusto Sandino e a Holy Biker, di Homero Olivetto, forse più per fascinazione estetica, che per altro.

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21.11.2016 – Black Carpet: Caina

Nella categoria Film Estoni ha vinto Mother, di Kadri Kõusaar, per l’inflessibile ritratto di una donna e del suo ruolo nella società, mentre il premio del pubblico è stato attribuito a Queen of Spades, film del russo Pavel Lungin. Il Cross Religion Award l’ha vinto Dark Fortune, dello svizzero Stefan Haupt.

Interessanti e rivelatori, anche se particolarmente inquietanti nella loro crudezza e verità, molti film e cortometraggi d’animazione presentati nelle giornate dedicate agli Animated Dreams.

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Lieti di aver potuto rivedere, in prima fila, anche il significativo Indivisibili, el Edoardo De Angelis, presentato dalle attrici protagoniste, Angela e Marianna Fontana, due ragazze eccezionali.

Un cinema molto al femminile quest’anno a Tallin: film nei quali la donna si è fatta spesso simbolo di forza, sogno, resistenza, ma anche di violenza estrema e di disperazione. Sono stati brillantemente approfonditi anche temi legati alle barriere fisiche e culturali dell’Europa:

Leggi qui per approfondire

Un evento insomma perfettamente riuscito ed interessante, al quale anche l’anno prossimo cercheremo di non mancare.

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I partners principali del Black Nights Film Festival sono stati Enterprise Estonia, Ministero della Cultura, Estonian Cultural Endowment, Ministero degli Affari Esteri, Estonian Film Institute, Clinica Tartu bambini, Università estone, Comitato Olimpico, fondazioni internazionali, ed ambasciate straniere. Nordea Bank, Nordic Hotel Forum, Gold Sponsor Elisa, Toyota Baltico, PZU Insurancem, Tridens, Alexela Grupp, Postimees e Starman.