Memories Frankfurtesi Part II

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While I wait for the slow upload connection of Alice (but how do you use it??!!!), who has just resumed, loads the hundreds of photos taken in a fit of manic camera (fotorrea?!…No, via, I just sounds bad!) racconto un po’ dell’appena trascorso fine settimana!

Dunque dunque…e pensare che girovagando in questi giorni mi erano venute in mente un sacco di osservazioni…ma perché non me le scrivo tutte le volte? Sono piccole frasi, quasi aforismi e nella loro brevità sono perfette, poi le dimentico e chi si è visto si è visto! Uff…

Venerdì sera siamo usciti a fare una passeggiata in città, qui c’è sempre gente che anche di settimana gira fino alle nove…credo che i tedeschi amino mangiare in giro, è pieno di fast food takeaway, c’è il monopolio delle bancarellone vecchio stile colme prevalentemente di carne di maiale, una goduria davvero per gli amanti del “salciccia e birra”, ma sempre una tortura per me, that a parte ettari di patate non ho trovato che una pizza super pesante piena di cipolla e formaggio…Bhleah…

Comunque dopo un giretto serale pieno di vita nella ricca Manhattan di Francoforte, in cui anche i quattro barboni di turno si presentano più civili di metà della mia famiglia, abbiamo deciso tout court di recarci al cinema 3D, che qui si trova in pieno centro dentro un palazzone di dieci piani e per qualche strano motivo architettonico, pur essendo di impressionanti dimensioni, occupa un solo piano del palazzo (come può essere? Bho…). Abbiamo visto un corto di animazione pura, orrorifico, visto tutto all’altezza di un gatto, assai ben fatto per quanto riguarda la simulazione del punto di vista dello stesso e con qualche miracoloso controcampo, che in genere nei film in 3D manca sempre! Il secondo era una storia Horror mescolata a un po’ di Heavy Metal: interesting, bel connubio tra Computer Graphics e ripresa video! Credo però che a parte il corto del gatto, il lungometraggio sia in giro ormai da anni! La pronuncia tedesca sta benissimo in bocca a mostri ancestrali e diavoli, incute timore, soggezione, porta con sé qualcosa di archetipico, ricorda antiche lingue nordiche…Poi i tedeschi hanno in generale un bel tono di voce.

Sabato invece siamo partiti per una gita di due giorni di cui andrò a rivedermi le foto tra i miei album digitali! Il primo giorno siamo andati a Wűrzburg, 100 km a sud di Francoforte, in Franconia, nel Nord della Baviera. Gran bella città, completamente distrutta (come la quasi totalità delle città tedesche) durante la seconda guerra mondiale, è stata ricostruita in maniera molto simile all’originale cittadina, molto ricca ed estremamente barocca. Dico solo che c’è una reggia intera, bellissima, dichiaratamente copiata da Versailles, con tanto di antica pianta del palazzo francese posta in ingresso, per verificarne la somiglianza, giardini bellissimi (ovviamente di proporzioni molto inferiori rispetto a quelli francesi) pieni di rose e che il palazzo è stato completamente affrescato, internamente, da Tintoretto, che li risedette per tre anni della sua vita. All’interno si trovano uno strano museo su certi tipi di pere (!!!) e una collezione privata dei conti di non mi ricordo cosa, tutta composta da dipinti italiani rinascimentali! Tutti italiani, anche sconosciutissimi!! Di Deutch praticamente nulla! Il centro era pieno di gente, c’era un sole meraviglioso…giornata perfetta insomma!! Wűrzburg è attraversata dal Meno e per passare dal centro effettivo del borgo alla zona più alta nella quale si trova un magnifico castello medievale, ricostruito poi come fortezza ottocentesca, si passa su un ponte pieno di musicisti molto simile a quello che vidi anni fa a Praga!Lì un uomo suonava la cornamusa.

La sera siamo ripartiti per andare ancora più a sud, in quella che era un tempo la capitale della Baviera: Norimberga! Ho sempre mal sopportato Monaco e la Baviera, la polizia mi ferma ogni volta (infatti ci hanno fermato anche stavolta), ma Nűrberg è forse la città più bella che ho visto in Germania e davvero mi chiedo perché il capoluogo sia ora Monaco! Abbiamo dormito in un albergo turco in pieno centro, piuttosto economico anche, data la meravigliosa panoramica sulla città che si poteva osservare dalle grandi finestre della stanza! Siamo stati benissimo, gli unici problemi sono stati la mia improvvisa indisposizione con un terribile mal di pancia che non mi ha fatto chiudere occhio e le tubature dell’albergo che rumoreggiando hanno tenuto sveglio Marco. However, 25 euro a testa con super colazione compresa, a un passo dalle mura del centro, non è male. In poche parole, città enorme, il doppio di Brescia, estremamente cosmopolita, ha conservato integralmente e ben ristrutturato antiche mura che salgono dalla pianura verso il borgo medievale più antico, su una collina, a creare una vera e propria rocca. Andando fino in cima, alla fine delle mura si trova la casa di Dűrer, che nacque e visse a Norimberga e a cui la città ha reso omaggio con sculture meravigliose piazzate in ogni dove. I tedeschi amano la scultura, antica, ma anche contemporanea, le città ne sono piene, anche i parchi, ci sono installazioni ovunque, favorite dai larghi spazi (a N. molte di Peter Vischer). Le piazze di Norimberga sono bellissime, così le chiese e il municipio, la città è un po’ labirintica e non piatta, è costituita da salite, discese, continui ponti che attraversano il fiume Pegnitz e per qualche cosa mi ricorda Anversa; sono state conservate diverse parti trecentesche dell’antica città. Le fermate della metropolitana, da cui è totalmente attraversata (il centro, in tutte le città nelle quali siamo stati, è sempre chiuso al traffico, occupato da una gran quantità di piste ciclabili e ben servito) sono nascoste dentro a giardini, a torri, camuffate benissimo, praticamente si vedono e non si vedono, in modo da non nuocere all’armonia architettonica della città. Sono rimasta colpita da una serie di sculture degli anni settanta, di un certo Jűrgen Weber, in particolare da quella intitolata “La dolceamara vita coniugale”, che prendono spunto dai racconti di Hans Sachs, ciabattino e poeta, sempre di Norimberga! Meravigliose davvero, appena finisco di caricare le foto ne metto anche qui un paio!! A Nűrberg ci sono moltissimi italiani, così da veri campanilisti siamo finiti a mangiare un super gelato iper calorico da Il GelatOne, dove un gentilissimo siciliano mi ha finalmente dato un antidolorifico (e rinuncio a dire come si dice in tedesco: ho contato le lettere: sono venti!!!). A Norimberga un super multisala è in pieno centro, con tanto di IMAX 3D e praticamente non si vede, non disturba: gran parte della struttura scende diversi piani sottoterra, chi si intende di cinema capirà quanto si scende per costruire un IMAX con due pellicole (poiché 3D) che vada interrato! Bellissimo, abbiamo visto un lungo documentario sull’Australia e prima o poi ci andrò!! La struttura esterna del cinema sembrava un palazzo di vetro orientaleggiante, per metà sospeso sul ponte del fiume, non so…bellissimo, leggero e incredibile!

Nelle città qui si usa ancora molto suonare, ci sono svariati musicisti in giro, discreti e mediamente davvero bravi, ce n’era anche uno, in una delle piazze principali, col clavicembalo!

Dopo aver girato tutta la città (e come al solito mi affiderò alle immagini per ricordare), siamo andati a vedere una struttura non molto distante dal centro che Hitler aveva fatto costruire perché diventasse il punto d’incontro principale della Germania per riunioni, convegni popolari e manifestazioni artistiche, sportive, nonché culturali. Norimberga fu una città importantissima per la propaganda hitleriana, qui furono scritte le leggi antisemitiche del 1935, distrutta la moschea (che doveva essere enorme, a vedere le immagini), qui fu firmato il trattato di pace nel 1945 e sempre qui sono stati processati dal tribunale i criminali di guerra nazisti. L’edificio è spettacolare, è incompleto ma davvero enorme, scopiazzato dal Colosseo, ma tre volte più grande. Per fortuna la città ha rifiutato di trasformarlo in un centro commerciale (riflettiamo) e lo sta pian piano (perché di colpo sarebbe stato troppo costoso) trasformando in musei e gallerie varie, che danno su, udite utite, ben quattro laghi circondati da un parco bellissimo. Inutile dire che anche qui si respirava aria pura e che gli alberi sono ovunque, indisturbati cittadini di queste metropoli. Inutile dire che loro sono sempre avanti anni luce rispetto a noi, che hanno davvero un’indole ecologica, che risparmiano l’acqua, accendono le fontane solo di giorno, lasciano accese solo le luci indispensabili, tengono le città pulite e se le vivono. Ti puoi sdraiare nei parchi ovunque, i centri storici sono disseminati di panchine, mentre da noi c’è la legge antibivacco. Che tristezza che mi viene nel pensare a quanto l’Italia sarebbe bella se la sapessimo o almeno la volessimo tenere così! Ora capisco certi discorsi fatti da tanti stranieri.

Siamo tornati alle dieci di sera abbronzati, felici come delle pasque, senza praticamente trovare traffico. Ormai Marco conosce benissimo Francoforte.

Altri appunti di viaggio: le torte di fragola sono giganti e buonissime. E’ proprio la frutta ad essere dolce perché dentro non c’è la crema pasticcera, al suo posto usano una dolcissima crema di yogurt simile a quella delle torte Cameo, con sotto la pastafrolla…devo carpirne la ricetta!!

Cucinare con la piastra è un macello, la pasta e il riso vengono molto diversi cotti così e le dosi dei dolci sono il doppio o il triplo che le nostre (strano che non ci siano molti obesi, forse è perché fanno sport in massa), mentre il prezzo è meno della metà. L’acqua, un po’ ovunque, non è molto buona, ha sempre un sapore strano, un po’ metallico.

Che sia messo al bando chi dice che i tedeschi non sanno divertirsi, che qui è festa tutte le sere, sarà anche il mese giusto! C’è gente di ogni tipo, dallo yuppie al punk, che beve, ride e magna allegramente per le strade. L’abbigliamento in genere è pessimo, soprattutto in Baviera, dove c’è gente che gira normalmente vestita “da bavarese” (non so se rendo) e di come vai vestito la gente se ne sbatte davvero. Non ti si posano mai sguardi addosso, anche nei paesini non ti senti particolarmente osservato! Il nudismo non è una parentesi sociale.

Alla prossima.

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