C’È NUOVA VITA ALLA CAIMI

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L’estate 2016 segnerà la riapertura anche della storica piscina Caimi, nel quartiere Cesare Battisti, vasca all’aperto costruita durante gli Anni Trenta. Per il 23 giugno è stata fissata l’inaugurazione del complesso (fatti salvi i collaudi tecnici per le ultime varianti al progetto), ricostruito grazie al lavoro della Fondazione Pier Lombardo, che ha avuto in gestione dal Comune il centro balneare.

BENE PUBBLICO • La piscina rimarrà di proprietà del Comune, che la chiuse nel 2007 per mancanza di risorse, ed è stata ripristinata grazie alla collaborazione scientifica del FAI, che ha riconosciuto come “Bene Culturale Pubblico” le due vasche e la palazzina d’accesso alla struttura. Gli spazi, che comprenderanno un giardino ed un campo da tennis, verranno ricongiunti a quelli del Teatro Franco Parenti, completando di fatto il recupero complessivo dell’unità originaria dei primi del Novecento, smembrata durante la Seconda Guerra Mondiale. I lavori sono cominciati nell’ottobre 2014 e sono costati 9,5 million euro, tra fondi statali, un mutuo con Banca Prossima, sponsor privati e con una chiamata alla donazione che continua ancora oggi (fondazionepierlombardo.com).

QUESTIONE DI CIFRE • Grazie alle offerte fatte alla Fondazione, è dunque avvenuta la rinascita di un servizio importantissimo per la zona, ma i lavori sembrano ancora molto indietro. L’organizzazione conta di riuscire ad aprire la stagione con una festa, sfruttando per un concerto una pedana galleggiante già montata all’interno della vasca principale, ma le palazzine degli spogliatoi sono ancora in fase di ultimazione e manca tutto il prato, oltre alla rifinitura della recinzione esterna. Si sta dipingendo anche un lungo murale che riproduce un rassicurante cielo azzurro, che circonderà tutta l’area. Le tariffe saranno uguali a quelle di Milanosport, mentre di sera la Fondazione potrà invece affittare gli spazi della Caimi, per eventi speciali. Tutti contenti dunque? Non tanto, perché nella zona si mugugna già per l’aumento dei prezzi: «Non era ciò che si voleva per il quartiere – spiegano i residenti -, perché si trattava di una piscina dai prezzi accessibili, mentre adesso di certo avrà una clientela meno dannosa, ma forse un po’ troppo selezionata, rischiando di diventare meno utile di quel che doveva».

Leda Mariani
@ledy

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