Category Archives: Music

La Scala è tornata ai suoi fasti

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Una regia assolutamente cinematografica, all’Opera

Almeno due parole sul Tamerlano of Davide Livermore vanno spese. Mercoledì 4 ottobre abbiamo assistito alla settima ed ultima rappresentazione di questa famosissima opera, inclusa nella 428° stagione del Teatro alla Scala di Milano. Ed è stata un’esperienza davvero unica: uno spettacolo bellissimo e curato nel dettaglio, in maniera maniacale da ogni punto di vista, così com’è sempre stato, almeno fino a qualche anno fa, per il famosissimo teatro che la scorsa stagione dava segni di stanchezza e di difficoltà, soprattutto dal punto di vista scenotecnico.

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Questo Tamerlano, opera in tre atti tratta dal libretto di Nicola Francesco Haym and Agostino Piovene, sulla musica barocca e penetrante di Georg Friedrich Händel, della durata di quasi cinque ore, aveva una regia fresca e giovane, sorprendente e cinematografica. Tralasciando solo per un attimo l’orchestra diretta egregiamente da Diego Fasolis, che ha lavorato con ibarocchisti” of Rsi-Radiotelevisione Svizzera, lo spettacolo stupisce per la sua grandiosità ed originalità. Assolutamente eccezionale Lucia Cirillo, che in un’unica giornata ha imparato la parte cantata di Marianne Crebassa, nei panni di Irene, sostituita nella messa in scena dall’assistente alla regia, che ha dato vita ad un interessantedoppiaggio sul palco”, che nulla ha sottratto al normale svolgimento dello spettacolo.

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Scenografie mastodontiche, curate, fastose, e per nulla banali, ricostruivano un ambiente da Russia primi del Novecento che contrastava in maniera funzionale con la vicenda ambientata invece nel 1400, accompagnate da costumi tra il Charleston e la Prima Guerra Mondiale. I vagoni di un treno quasi sempre in movimento occupavano orizzontalmente tutto il palcoscenico, sul quale ogni elemento si è mosso con ritmo e fluidità, favorito da una regia dinamica, arricchita dai sorprendenti video di Videomakers D-Wok, che ci trascinavano dagli interni agli esterni, dalle passioni metaforizzate visivamente dei personaggi, agli ambienti ricostruiti nella maniera più verosimile possibile.

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Una regia fresca e dinamica, che ha saputo giocare molto e bene soprattutto sul Rewind spazio-temporale (che nell’opera io non ho mai visto usare), gestito in maniera egregia facendo spostare avanti e indietro le comparse, spesso coinvolte in movimenti sensuali, contemporanei e significativi, e che a tratti ci sono sembrate il doppio, il triplo di quel che erano, tanto i loro movimenti e le loro posizioni erano accurate e studiate nel minimo dettaglio, al fine di arricchire di significato la messa in scena.

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Qualcosa di assolutamente cinematografico in questo spettacolo dall’esecuzione musicale e canora classica e perfetta. Un’interazione funzionante tra storico e contemporaneo, che si sono reciprocamente arricchiti. Memorabili, se non incantevoli, alcune scene, come il lento allontanarsi di tutto il palco (e dunque metaforicamente della vita) da Asteria, la scena dello stupro di gruppo, i divertenti inserti della partenza periodica del treno, resi attraverso la corsa all’indietro delle comparse. Ma anche la possibilità, anch’essa cinematografica, di vedere contemporaneamente interno ed esterno del treno, con grande fluidità. O l’espressione visiva della rabbia di Andronico, che fa crollare la facciata del palazzo con pugni di rabbia. Per non dimenticare il finale, sotto la neve, mentre il gelo penetra nelle ossa dei personaggi, all’interno del grande salone, esausti e intimamente prosciugati dai cambiamenti della Storia.

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Uno spettacolo davvero incredibile, così come dovrebbero essere tutti quelli della Scala. Costumi eccezionali (of Marianna Fracasso), scenografie grandiose e fini (dello stesso Livermore e di Giò Forma) e le incantevoli, particolarissime voci di Franco Fagioli and Bejun Mehta, quasi ipnotici nelle loro fioriture vocali e a tratti simili ad usignoli. Una regia che ha saputo decisamente valorizzare una trama passionale ed avvincente, ma che di per sé avrebbe un finale scontato e quasi assurdo.

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Il crollo dell’Impero Ottomano e della Russia Zarista, dunque la morte dell’aristocrazia in funzione del predominio del popolo, con tutti i suoi pro e contro, rivivono il questOpera del 1724 che si aggiunge alle molte nate dal Seicento in poi attorno alla figura del famoso conquistatore centro-asiatico Tīmūr Barlas (in chagatai تیمور, temur, “ferro”, anche Timur-e lang, in lingua farsi تیمور لنگ, ossia Timurlo zoppo”), conosciuto in Occidente come Tamerlano (o Tamerlan, o anche Tamburlaine), che fu condottiero e generale turco-mongolo, fondatore dell’Impero Timuride, protagonista in Asia Centrale e nella Persia orientale tra il 1370 e il 1407, predecessore della dinastia Mogol in India.

Uno spettacolo semplicemente bellissimo.

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David Gilmour. Live at PompeiiRegia di Gavin Elder

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The 7 and 8 lu­glio 2016 David Gil­mour si è esi­bi­to in due con­cer­ti spet­ta­co­la­ri nel leg­gen­da­rio an­fi­tea­tro di Pom­pei, al­l’om­bra del Ve­su­vio, 45 anni dopo aver­vi suo­na­to du­ran­te le re­gi­stra­zio­ni della sto­ri­ca esi­bi­zio­ne Pink Floyd Live at Pom­peii, ri­pre­sa da Adrien Maben nel 1971.

I con­cer­ti di Gil­mour sono stati le prime per­for­man­ce rock a svol­ger­si da­van­ti al pub­bli­co nel­l’an­ti­co an­fi­tea­tro ro­ma­no, che fu co­strui­to nel I se­co­lo a.C. e se­pol­to dal­l’e­ru­zio­ne del Ve­su­vio del 79 d.C. David Gil­mour è stato quin­di l’u­ni­co ar­ti­sta ad esi­bir­si al­l’in­ter­no del­l’a­re­na di Pom­pei dai tempi dei gla­dia­to­ri, quasi 2.000 years ago.

«Mi piace quan­do le can­zo­ni sono ri­co­no­sci­bi­li quan­to l’al­bum». Co­min­cia così l’in­ter­vi­sta a David Gil­mour che apre la ver­sio­ne per il ci­ne­ma del con­cer­to even­to a Pom­pei, di­spo­ni­bi­le per il pub­bli­co da mer­co­le­dì 13 a ve­ner­dì 15 set­tem­bre nelle sale di tutta Ita­lia. Il re­gi­sta Gavin Elder ha scel­to di par­ti­re da Brighton e dalle pa­ro­le dello sto­ri­co chi­tar­ri­sta dei Pink Floyd, per in­tro­dur­re il vero e pro­prio con­cer­to, che Gil­mour de­scri­ve apren­do l’al­bum dei ri­cor­di e an­dan­do in­die­tro nel tempo al suo primo pas­sag­gio per Pom­pei, in­sie­me a Wa­ters, Wright, Mason e i tec­ni­ci che al­lo­ra rea­liz­za­ro­no un as­so­lu­to ca­po­la­vo­ro.

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A 71 anni la mae­stria è ri­ma­sta quel­la degli anni rug­gen­ti del rock psi­che­de­li­co, di cui i Floyd sono l’e­sem­pio più co­no­sciu­to e riu­sci­to. Gli ap­pas­sio­na­ti ri­tro­ve­ran­no nelle due ore di con­cer­to, ri­pre­se in 4K e con audio in Dolby Atmos, le ca­rat­te­ri­sti­che fon­da­men­ta­li nella sto­ria della band: il ma­sto­don­ti­co gioco di luci, timeless pieces like Time the Com­for­ta­bly Numb, la vo­glia di stu­pi­re ri­pro­du­cen­do i suoni ori­gi­na­li in­se­ri­ti nelle ver­sio­ni in stu­dio, come la cam­pa­na posta di fian­co alla bat­te­ria e suo­na­ta sul palco da Steve Di­Sta­ni­slao for High Hopes. Ma c’è anche la “spe­ri­men­ta­zio­ne” di una ver­sio­ne di The great gig in the sky, da The Dark Side Of The Moon, can­ta­ta da una voce ma­schi­le e due fem­mi­ni­li.

Ma lo spet­ta­co­lo in­clu­de can­zo­ni che ri­per­cor­ro­no tutta la car­rie­ra di David, com­pre­se quel­le dei suoi due album più re­cen­ti: Rat­tle That Lock and On An Island. Sono in­clu­si anche altri brani so­li­sti e clas­si­ci dei Pink Floyd come Wish You Were Here and One Of These Days, l’u­ni­ca can­zo­ne ese­gui­ta anche con la band, nel 1971. Af­fa­sci­nan­te il ma­sto­don­ti­co com­ples­so au­dio­vi­si­vo, con un enor­me ci­clo­ra­ma, laser, gio­chi pi­ro­tec­ni­ci, che mo­stra l’ar­ti­sta in uno dei mag­gio­ri pic­chi crea­ti­vi della sua car­rie­ra, in un am­bien­te unico, du­ran­te un’oc­ca­sio­ne spe­cia­le resa straor­di­na­ria dal rac­con­to of­fer­to su gran­de scher­mo.

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David Gil­mourLive at Pom­peii 2017 è un con­ti­nuo salto nel pas­sa­to vis­su­to in­sie­me ai ce­le­bri com­pa­gni di ven­tu­ra, con qual­che pezzo del re­per­to­rio so­li­sta, com­pre­sa A boat lies wai­ting de­di­ca­ta al­l’a­mi­co Rick Wright (scom­par­so nel 2008). La pen­sio­ne, per Gil­mour, sem­bra an­co­ra molto lon­ta­na. <<Si trat­ta di un posto ma­gi­co>>, ha di­chia­ra­to il mu­si­ci­sta, <<farvi ri­tor­no e ve­de­re il pal­co­sce­ni­co e l’a­re­na, è stata un’e­spe­rien­za tra­vol­gen­te. È un luogo di fan­ta­smi>>. Un luogo che va al di là del tempo e dello spa­zio, come la mu­si­ca di que­sta in­cre­di­bi­le band psi­che­de­li­ca, che ci ha nu­tri­ti di una mu­si­ca che sem­bra ve­ni­re da un’al­tra di­men­sio­ne. Un even­to im­per­di­bi­le, che piac­cia o meno l’e­ste­ti­ca e l’i­dea del con­cer­to re­gi­stra­to e tra­sfor­ma­to in espe­rien­za au­dio­vi­si­va.

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In usci­ta il 29 set­tem­bre for Co­lum­bia Re­cords in dop­pio cd, blu-ray, dop­pio dvd, dop­pio cd + blu-ray de­lu­xe edi­tion bo­x­set, un bo­x­set da 4LP, e in di­gi­ta­le in alta de­fi­ni­zio­ne.

David Gil­mour Live At Pom­peii è di­stri­bui­to al ci­ne­ma da Nexo Di­gi­tal, in col­la­bo­ra­zio­ne con i media part­ner Radio DEE­JAY and MYmovies.​it

Per l’e­len­co delle sale:

http://​www.​nexodigital.​it/​david-gilmour-live-at-pompeii/​

SU STORIA DEI FILM

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The time of contemplation, Cesare Picco

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FOR THE REVIEW TRAMEDAUTORE FINO AL 24 SEPTEMBER
CESARE PICCO DARA’ THE SOUND “GENJI MONOGATARI”

Cesare Picco It is an incredible musician. From its very melancholic touch emerges soul deep and complex, which keeps alive the sense of wonder about things and who reflect, interpretare, look for beauty. Music that reflects depth of soul, which kidnaps, just lovely.

In a series of very pleasant appointments at the Cloister Nina Vinchi, to the Piccolo Teatro Grassi of Milan, during the month of September, the pianist has delighted his audience with an interesting study / interpretation Genji Monogatari (The Tale of Genji), one of the most important texts of Japanese literature and known, written around the year one thousand by Murasaki Shikibu, court lady of the Heian period, che narra le vicissitudini, i turbamenti e gli amori di Genji, il Principe Splendente.

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Cesare Picco ha letteralmente scavato, con estrema passione, all’interno del libro, individuando sei macro-temi da indagare assieme al pubblico e che ha trasformato in suoni mediante l’improvvisazione. Un’esperienza totalizzante, per la quale il pubblico, quasi ipnotizzato, è chiamato a condividere l’atto creativo del musicista. Una situazione musicale, poetica e teatrale di una bellezza devastante, incontenibile

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Il suono al quale il pianista riesce a dar vita è multiforme, vitale e vivo. A tratti sembra di ascoltare nonsoloun ottimo pianoforte, ma anche percussioni, mandolini, campane, diapasonIl suono si trasforma in elettronica e i campionamenti compiuti nel corso di viaggi in Giappone (the sound of the sea dominates all), are the plots through which Picco said Genji life. And it is wonderful… it is wonderful to contemplate his sense of wonder: It is something that brings back the desire to communicate, to give each other something beautiful.

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In the penultimate round of review, yesterday, Peak has shared with his reflections on the public Beauty: the time it takes, about what you can live, to experience, on the concept of “maturity” that involves all that is in nature and therefore our body, our soul, history. All in good time, in and for the right time, He was not obliged to elude the essence of things, their most intimate reason, their inevitable, deep beauty.

Cesare Picco It is just to thank, for this fantastic, spiritual and even free experience that gives us, sharing the essence of his thinking on the nature and life, with us.

Last meeting tomorrow, 23 September, all 21:30 at the Cloister Nina Vinchi the Piccolo Teatro Milan, on the theme of Hush.

to know more:

https://www.cesarepicco.com
https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Picco

On the last night to hear and see Live at Pompeii, latest work by David Gilmour, Pink Floyd guitarist

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L’epocale ritorno di David Gilmour, egregio chitarrista dei Pink Floyd, per tre giorni in sala dal 13 to the 15 September

The 7 and 8 July 2016 David Gilmour si è esibito in due concerti spettacolari nel leggendario anfiteatro di Pompei, all’ombra del Vesuvio, 45 anni dopo avervi suonato durante le registrazioni della storica esibizione Pink Floyd Live at Pompeii, ripresa da Adrien Maben nel 1971.
I concerti di Gilmour sono stati le prime performance rock a svolgersi davanti al pubblico nell’antico anfiteatro romano, che fu costruito nel I secolo a.C. e sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. David Gilmour è stato quindi l’unico artista ad esibirsi all’interno dell’arena di Pompei dai tempi dei gladiatori, quasi 2.000 years ago.

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«Mi piace quando le canzoni sono r i c o n o s c i b i l i quanto l’album». Thus begins the interview with David Gilmour which opens the film version of the concert event in Pompeii, available to the public from Wednesday 13 Friday 15 September in theaters all over Italy. Il regista Gavin Elder He chose from Brighton and the words of the historian of Pink Floyd guitarist, to introduce the real concert, Gilmour describes opening the album of memories and going back in time to his first ball for Pompeii, along with Waters, Wright, Mason and the technicians who then built a masterpiece.

A 71 years mastery has remained that of the roaring years of psychedelic rock, whose Floyd is the best known example, successful. The lovers find themselves in the two-hour concert, riprese in 4K e con audio in Dolby Atmos, the key features in the history of the band: the mammoth of lights, timeless pieces like Time the Comfortably Numb, the desire to surprise by reproducing the original sounds inserted into the studio versions, as the bell placed beside the drums and played onstage by Steve DiStanislao for High Hopes. But there is also the "experiment" of a version of The great gig in the sky, da The Dark Side Of The Moon, cantata da una voce maschile e due femminili.

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Lo spettacolo include canzoni che ripercorrono tutta la carriera di David, comprese quelle dei suoi due album più recenti: Rattle That Lock and On An Island. Sono inclusi anche altri brani solisti e classici dei Pink Floyd come Wish You Were Here and One Of These Days, l’unica canzone eseguita anche con la band, nel 1971. Affascinante il mastodontico complesso audiovisivo, con un enorme ciclorama, laser, giochi pirotecnici, che mostra l’artista in uno dei maggiori picchi creativi della sua carriera, in un ambiente unico, Special made during extraordinary opportunity offered by the story on the big screen.

è un continuo salto nel passato vissuto insieme ai celebri compagni di ventura, with some of the solo repertoire piece, including A boat lies waiting devoted friend Rick Wright (who died in 2008). Retirement, per Gilmour, It seems a long way off. <<It is a magical place>>, said the musician, <<to return and see the stage and the arena, It was an overwhelming experience. It is a place of ghosts>>. Un luogo che va al di là del tempo e dello spazio, come la musica di questa incredibile band psichedelica, che ci ha nutriti di una musica che sembra venire da un’altra dimensione. Un evento imperdibile, che piaccia o meno l’estetica e l’idea del concerto registrato e trasformato in esperienza audiovisiva.

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In uscita il 29 September for Columbia Records in doppio cd, blu-ray, doppio dvd, doppio cd + blu-ray deluxe edition boxset, un boxset da 4LP, e in digitale in alta definizione.

David GilmourLive At Pompeii è distribuito al cinema da Nexo Digital, in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it

For a list of rooms:
http://www.nexodigital.it/david-gilmour-live-at-pompeii/

Ombre di ritorno

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Al Teatro Leonardo, da domani, c’è Magic Shadows, lo spettacolo danzante che ha affascinato il mondo

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Si chiama Magic Shadows. È la performance della compagnia americana Catapult, che ha conquistato il pubblico dell’America’s Got Talent, ideata, scritta e coreografata da Adam Battelstein, per anni ballerino dei Momix e direttore creativo della Pilobolus Dance Theater. Un’opera trasversale, che torna a Milano, per la seconda volta, da domani all’ 8 gennaio al Teatro Leonardo.

LO SHOW • Su un missaggio di musiche di A. Vivaldi, H. Arlen, M. Norton e molti altri, otto ballerini, acrobati ed atleti, metteranno in scena una serie di piccole storie che ci porteranno in giro per il mondo, dal Texas, alla Germania della caduta del muro, riportando vicende comiche, divertenti, ma anche drammatiche, come una storia legata ai fenomeni di bullismo. Vittorio e Luca, due dei ballerini del tratto italiano della Tournée, raccontano ad MT che <<questo spettacolo è qualcosa di unico ed irripetibile: un mix perfetto tra danza, music, theater, cinema, ed interpretazione pura, estremamente semplice e diretto da comprendere, quanto intimamente profondo e misurato nella sua realizzazione tecnica>>. Come ci racconta Adam, <<una vera sfida per i ballerini, che dovranno misurarsi con un tipo di movimento che non hanno mai sperimentato e che stupirà gli spettatori evocando narrazioni anche complesse, a dispetto dell’apparente semplicità delle ombre>>. Un’arte del tutto nuova quella di Battelstein: culturalmente stratificata, essenziale e personale, that <<non potrà non emozionare soprattutto i bambini>> e che come spera il brillante coreografo, <<ci farà sorridere, ma anche riflettere>>.

Da domani fino all’8 gennaio, hours 20.30 Teatro Leonardo Via Ampère 1, Milano Biglietti: da 26,50 euro