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Milano perde il suo Mago di Oz

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È SVANITO IN UN’AMARA NUVOLA DI FUMO LO STORICO RIGATTIERE DI VILLA PIZZONE
VENERDÌ SCORSO UN GROSSO INCENDIO HA PRIVATO LA CITTÀ DEL SUO IMMAGINARIO

Dai grattacieli di mezza Milano, gli abitanti della città hanno assistito inermi allo sviluppo graduale di un massiccio focolaio incendiario, sviluppatosi a partire dalle sette del mattino, fi no ad arrivare al suo apice attorno alle sei del pomeriggio di venerdì scorso. Una visione quasi apocalittica, che ha purtroppo distrutto completamente i quasi 2500 metri quadri del fantastico hangar di cui Mi-Tomorrow si era già occupato qualche tempo fa.

LE ALTE FIAMME – In Via Michele Pericle Negrotto 49, piena zona Villa Pizzone, l’incendio provocato da una stufa a legna accesa per riscaldare l’ambiente ha incenerito la storica Arredamenti Mordini, una celebre attività di collezionismo di mobili e oggetti usati avviata da Luciano Mordini nel 1958 e diventata nel tempo un punto di riferimento per clienti privati, ma anche per teatri, service televisivi e set cinematografici. Una massiccia colonna di fumo nero, visibile anche a chilometri di distanza, si è alzata in cielo per ore. E mentre su tutto il quartiere ha cominciato a piovere cenere, i vigili del fuoco si apprestavano ad intervenire massicciamente con nove mezzi e 40 uomini, perché c’era il serio rischio che le fiamme, propagandosi, potessero raggiungere un vicino deposito di automobili. Per domare le fiamme, gli operatori hanno lavorato tutta la notte tra venerdì e sabato, evitando le peggiori conseguenze. Fortunatamente non ci sono stati feriti, né intossicati.

LA GRANDE OCCASIONE – Avevamo consigliato ai cittadini, dopo essere rimasti estasiati nel camminare tra i mille stravaganti oggetti di un luogo così affascinante,
di andare a visitare questi storici luoghi della città, che sopravvivono a fatica sul
nuovo mercato tra tasse e debiti, alla ricerca di sé stessi e di un po’ di quella Milano che era,
più che di quella che è oggi. In questo, leider, siamo stati profetici: la grande opera di collezionismo, sviluppata durante 35 anni di attività, ricerca e alacre lavoro, è svanita in un braccio di fuoco, lasciandoci privi di una parte molto intrigante della nostra storia.

@ledy

#mitomorrow

Anche la city ha il suo Mago di Oz – MiTomorrow 22 Oktober 2014

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AI CONFINI DELLA SEDE DI EXPO 2015 SOPRAVVIVE UN LUOGO QUASI METAFISICO
QUI PUOI PASSEGGIARE SENTENDOTI UN PO’ DOROTHY SUI MATTONCINI DORATI

In Via Negrotto, una zona industriale e solitaria dietro al vastissimo insieme di costruzioni che stanno invadendo Villa Pizzone, c’è un hangar di 2.500 metri quadri degno di qualunque film Steampunk che si rispetti: un luogo magico, stracolmo di oggetti d’ogni tempo e fattura, sospeso in una sua dimensione, assolutamente unica, a cavallo tra sogno e realtà. Antiquariato, arte povera, mobili rustici e in stile per ogni tipo di attività caratterizzano quello che è a tutti gli effetti il più grande centro dell’usato di Milano: si tratta di Arredamenti Mordini, a cui si rivolgono privati, ma anche teatri, service televisivi e set cinematografici.

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LA SUA STORIA – Gli eredi portano avanti l’attività del collezionista Luciano Mordini,
iniziata nel 1958. Per 35 anni il magazzino fu situato in Via Gassendi 6, in un vecchio
e suggestivo casale, nato dalla curiosità di questa famiglia per tutto ciò che vive una sua storia. I Mordini hanno da sempre collezionato oggetti vari e particolari, creandosi un nome
che li ha poi portati ad essere contattati per decadi da centinaia di clienti. Più o meno
stravaganti.

LUOGHI CHE RESISTONO… – Così, passeggiando tra le suppellettili più impensabili, ci si
rende conto di che cosa fosse un tempo il mestiere del rigattiere, che anche se in maniera
molto ridotta sopravvive ancora, scrivendo a tutti gli effetti la storia della città attraverso
ciò che l’ha vissuta e popolata. Un luogo fisico, come ci insegnano architettura e storia del design, non è mai solo il suo presente, ma la stratificazione di tutto ciò che lo attraversa e vive, lungo lo spazio e il tempo. Perderne la memoria e l’esperienza significa privarsi di un background che darà sempre spunti per la creatività futura, oltre a ricordaci ciò che siamo stati.

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…MA QUALE FUTURO? – E allora, prima che gli ultimi tra questi luoghi magici che sopravvivono a fatica sul nuovo mercato tra tasse e debiti spariscano, non
si può proprio perdere l’occasione unica di fare un giro sentendosi un po’ Dorothy tra i sentieri dell’hangar. Sarà come guardare se stessi attorno all’infinito, alla ricerca di quella Milano che era ed è, mentre si proietta, conl’Expo ormai poco lontana, verso il suo futuro.

A cura di
Leda Mariani

@ledy