Solo le altre ballano…

Condividi!

L’AZIENDA DI CAR SHARING, IN CRISI DA TEMPO, È IN STANDBY
MA IL BANDO COMUNALE PER I PRIVATI È PRONTO A RIAPRIRE

Mi-Tomorrow---16-Febbraio-2016---Martedì

Palazzo Marino è pronto a riaprire il bando del car sharing privato, che al momento conta i successi Car-2go, Enjoy, Sharen’go e all’attuale fallimento di Twist, con il fondatore Paolo Guaitamacchi alla costante ricerca di un nuovo socio per ripartire. La novità del panorama meneghino dovrebbe essere DriveNow di Bmw, che aveva già partecipato al vecchio bando, ma chiedendo condizioni che il comune non aveva accettato. Sul piatto, per il nuovo bando, ci sono sia alcune richieste di tutti i gestori, sia l’analisi dei punti di forza e di debolezza del servizio nel suo insieme, a tre anni dall’avvio. Il primo punto che i tecnici
del comune stanno studiando riguarda proprio l’estensione del servizio. Se oggi il car sharing privato è realtà anche in diversi comuni dell’hinterland, i gestoriche tanto più guadagnano quanto più le automobili ruotanonon celano l’insofferenza per i confini troppo estesi.

LA SITUAZIONE • In questo clima di attesa e di interrogativi da risolvere, Twist appare al momento più defilato: con una lettera datata 17 November 2015 e indirizzata ai cittadini di Milano, pubblicata su Twitter e nella home page del sito internet, la società annunciava l’interruzione dei suoi servizi, con la speranza di poterli presto riattivare. Twist, specializzata nel free floating, ovvero il noleggio senza l’obbligo di riportare la vettura dove la si era prelevata, ha aperto nel novembre 2014 con un parco di circa 500 auto a disposizione in tutta la città: si trattava di Volkswagen Up azzurre, ciascuna omologata per quattro passeggeri, ma allo stesso tempo di dimensioni ridotte, per consentire un parcheggio più facile.

IL SERVIZIO • Le vetture potevano essere lasciate sia sulle strisce gialle che su quelle blu, senza dover pagare nulla oltre ai 27 centesimi al minuto previsti dall’offerta, con libero accesso in Area C e nel pieno rispetto dell’ambiente. Per usufruire del servizio bastava cercare l’auto più vicina, sbloccarla con un’app o con la Twist Card. Una “moda”
rapidamente precipitata. Ed ora, in giro per la città, non si contano più le vetture, abbandonate nei loro parcheggi, in un imbarazzante accumulo di multe. Chi aveva posteggiato in divieto, per esempio su un marciapiede, pagherà solo il primo verbale, mentre tutti gli altri resteranno a carico del consorzio. L’azienda, infatti, ha visto scadere proprio a novembre la concessione comunale che consente ai car sharinga fronte di un canone annuo di 1.100 euro – di parcheggiare praticamente ovunque, ma non è riuscita a rimuovere le vetture in tempo. Si attendeva (e si attende) un partner, un fondo di privati: la procedura di concordato preventivo in continuità, ora in atto, concederà ancora soltanto un paio di mesi per trovare investitori in grado di far ripartire le auto azzurre.

LE VETTURE • Così, sommessamente, i primi giorni dell’anno circa 250 automobili sono state trasportate in un deposito Volkswagen, fino a data da stabilirsi. Senza contare le vetture ancora parcheggiate in via Castelbarco, in via Marsala, ma anche via Turati, viale Bezzi e via Manin, Twist era un servizio di minori dimensioni rispetto ai concorrenti Car2go ed Enjoy. Ma funzionava, nonostante fosse stato danneggiato da una serie di atti di vandalismo avvenuti all’inizio del 2015, come le 500 effrazioni per rubare i computer di bordo Samsung Galaxy: un danno da 300mila euro. Poi le contromisure: l’espansione nei Comuni dell’hinterland con gli incentivi di Palazzo Marino e un buon riscontro degli utenti, analisi di mercato alla mano. Ma i numeri erano troppo bassi e le perdite troppo alte per una sola famiglia (orfana anche del socio Frigerio Viaggi). Ora è il tempo di aspettare. Poche settimane e ne sapremo di più.

A cura di
Leda Mariani
@ledy

E-Mail-