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LEGGERE DIVERSAMENTE LO SPAZIO PUBBLICO È L’OBIETTIVO DI LUCA DI MAGGIO. QUANDO LA CARTELLONISTICA LASCIA SPAZIO ALL’ARTE: «UN URTO SPONTANEO»

Mi-Tomorrow---24-Febbraio-2016---Mercoledì

A Milano c’è un giovane pittore che della riqualificazione urbana ha fatto una missione, sfondando letteralmente i “muri” classici della comunicazione. Luca Di Maggio, artista italiano attivo da diversi anni in Germania, attraverso un segno pittorico marcato e quasi espressionistico, sta portando avanti una personale ricerca che si sviluppa nella forma di un diario parietale, compilato in maniera estremamente cosmopolita. Da Milano a New York, da Tel Aviv ad Halle, Luca racconta i luoghi che incontra tappa dopo tappa. Es, nel caso della nostra città, ha scelto i Bastioni di Porta Volta, storico ingresso meneghino che in questo momento, peraltro, vive una fase di forte cambiamento estetico e funzionale.

MURALES INCOLLATI • Sugli spazi adibiti alla cartellonistica pubblicitaria, appena al di fuori dell’imbocco di via Paolo Sarpi dalla parte di piazzale Baiamonti, da oltre un anno Di Maggio sta incollando murales speciali, dipinti a pennello su grandi fogli di carta, creando ogni volta un effetto di straniamento che, naturalmente, deriva dalla rottura di normali codici di comunicazione dai quali siamo ormai assuefatti. Ma l’artista è anche molto altro: Milano, ha già decorato le pareti della Avantgarden Gallery di via Cadolini, mentre a Roma, in questo momento, sta realizzando Moving Forward, undici metri di effimere figure sinuose, dai colori accesi, dipinto al Teatro Palladium. L’obiettivo è sempre lo stesso: fornire una diversa chiave di
lettura dello spazio pubblico.

VALORE AGGIUNTO • Il moto artistico di Di Maggio è sorto proprio da «un urto spontaneo», come lui stesso racconta, nei confronti della cartellonistica pubblicitaria milanese «alla quale mi sono dedicato per anni facendo il grafico», individuandola come lo «snervante appiattimento di una comunicazione più vera e profonda, che sto cercando di recuperare tramite la manualità». Ed il gesto irripetibile della pittura. La volontà è quella di veicolare un determinato valore aggiunto della comunicazione, indagando i territori ed esprimendo sulle pareti ciò che scaturisce dalle loro architetture. Il suo tratto, decorativo e secessionista, “premia” volti grotteschi e, spesso, i suoi personaggi sono ritratti in sella ad una bicicletta, simbolo di libertà, ma anche di lotta. E di nuovo equilibrio urbano.

A cura di
Leda Mariani
@ledy

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