Anche la city ha il suo Mago di Oz – MiTomorrow 22 Oktober 2014

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AI CONFINI DELLA SEDE DI EXPO 2015 SOPRAVVIVE UN LUOGO QUASI METAFISICO
QUI PUOI PASSEGGIARE SENTENDOTI UN PO’ DOROTHY SUI MATTONCINI DORATI

In Via Negrotto, una zona industriale e solitaria dietro al vastissimo insieme di costruzioni che stanno invadendo Villa Pizzone, c’è un hangar di 2.500 metri quadri degno di qualunque film Steampunk che si rispetti: un luogo magico, stracolmo di oggetti d’ogni tempo e fattura, sospeso in una sua dimensione, assolutamente unica, a cavallo tra sogno e realtà. Antiquariato, arte povera, mobili rustici e in stile per ogni tipo di attività caratterizzano quello che è a tutti gli effetti il più grande centro dell’usato di Milano: si tratta di Arredamenti Mordini, a cui si rivolgono privati, ma anche teatri, service televisivi e set cinematografici.

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LA SUA STORIA – Gli eredi portano avanti l’attività del collezionista Luciano Mordini,
iniziata nel 1958. Per 35 anni il magazzino fu situato in Via Gassendi 6, in un vecchio
e suggestivo casale, nato dalla curiosità di questa famiglia per tutto ciò che vive una sua storia. I Mordini hanno da sempre collezionato oggetti vari e particolari, creandosi un nome
che li ha poi portati ad essere contattati per decadi da centinaia di clienti. Più o meno
stravaganti.

LUOGHI CHE RESISTONO… – Così, passeggiando tra le suppellettili più impensabili, ci si
rende conto di che cosa fosse un tempo il mestiere del rigattiere, che anche se in maniera
molto ridotta sopravvive ancora, scrivendo a tutti gli effetti la storia della città attraverso
ciò che l’ha vissuta e popolata. Un luogo fisico, come ci insegnano architettura e storia del design, non è mai solo il suo presente, ma la stratificazione di tutto ciò che lo attraversa e vive, lungo lo spazio e il tempo. Perderne la memoria e l’esperienza significa privarsi di un background che darà sempre spunti per la creatività futura, oltre a ricordaci ciò che siamo stati.

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…MA QUALE FUTURO? – E allora, prima che gli ultimi tra questi luoghi magici che sopravvivono a fatica sul nuovo mercato tra tasse e debiti spariscano, non
si può proprio perdere l’occasione unica di fare un giro sentendosi un po’ Dorothy tra i sentieri dell’hangar. Sarà come guardare se stessi attorno all’infinito, alla ricerca di quella Milano che era ed è, mentre si proietta, conl’Expo ormai poco lontana, verso il suo futuro.

A cura di
Leda Mariani

@ledy

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