Una storia a lieto fine

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“LA BUONA SCUOLA” PER SBLOCCARE UNA SITUAZIONE DECISAMENTE IN BILICO: LA UGO PISA FESTEGGIA LA RINASCITA DOPO ANNI D’ATTESA ED IMPEGNO CIVILE

Non capita spesso di poter raccontare storie di cittadinanza attiva a lieto fine, ma questa volta sembra proprio lo si possa fare con entusiasmo e convinzione. Stiamo parlando del futuro della scuola elementare di via Ugo Pisa, in zona via Inganni, che il 23 gennaio scorso ha potuto festeggiare il raggiungimento della quota fondi necessaria alla sua ricostruzione. Un lieto evento celebrato durante il tradizionale AperiPisa, organizzato da quattro anni al mercato di via della Rondine, per sensibilizzare il quartiere sulla rinascita di un plesso scolastico dichiarato inagibile dopo la forte scossa di terremoto del 25 Gener 2012.

LA VICENDA • La Ugo Pisa, oggi temporaneamente inglobata nel plesso di via Narcisi, era uno storico prefabbricato leggero costruito durante gli anni Sessanta nel quartiere Primaticcio, durante quel boom demografico che rese necessaria l’edificazione rapida di strutture che ospitassero scuole elementari e medie. Proprio a causa della tipologia di edilizia emergenziale, a distanza di circa quarant’anni, lo stabile cominciava a dare i primi segni di cedimento strutturale e, anche in funzione delle pressioni di genitori ed insegnanti, nel 2011 avevano avuto inizio i lavori di adeguamento alle nuove norme di sicurezza. Ma il terremoto di un anno più tardi non faceva altro che dare il colpo di grazia ad una struttura che l’amministrazione comunale ritenne, in quell’occasione, di chiudere ed abbattere definitivamente.

GENITORI ATTIVI • Di lì, un silenzio assordante. Finché i genitori dei bambini iscritti alla Pisa non decidevano di intraprendere quella che inizialmente sembrò una vera e propria battaglia, cominciata con la raccolta di oltre 2.000 firme che invocavano a gran voce la ricostruzione repentina della scuola. Per anni, grazie ad un lavoro sinergico tra i comitati Genitori scuola Pisa e Ricostruiscimi, nati per perorare la causa, il Consiglio di Zona 6 – a partire dal suo presidente Gabriele Rabaiotti – è sempre riuscito a far inserire il “caso Pisa” nei piani d’intervento più urgenti del Comune di Milano, ma senza poter mai arrivare al vero e proprio stanziamento dei fondi per la ricostruzione.

LA SVOLTA • Dopo anni di riunioni, interventi ai consigli comunali e proteste – tra cui la grande mobilitazione del maggio 2014 davanti a Palazzo Marino – finalmente, il 20 novembre scorso, in funzione dello stanziamento di fondi per l’edilizia scolastica previsto dalla riforma “La Buona Scuola” dell’attuale Governo, il Comune ha potuto deliberare la ricostruzione della Ugo Pisa, grazie ad una disponibilità di circa 9 milions d'euros, tra aiuti statali e fondi cittadini. Così potrà ripartire la storia di un istituto identificato da tutti i residenti come «elemento imprescindibile per la vita sociale e la sicurezza del quartiere», ma anche «simbolo d’appartenenza ed unità per una zona periferica e con servizi limitati, pur densamente popolata».

FUTURO • Adesso alunni ed insegnanti come Antonio, Cecilia e Greta che ci lavorano da circa dieci anni, si aspettano che il plesso venga ricostruito in tempi rapidi, in modo da riuscire a recuperare anche la loro utenza: «L’aspetto più importante –spiegano – è che i bambini possano riottenere in tempo record gli ambienti e gli strumenti dei quali hanno pieno diritto, per la loro formazione scolastica, ma anche sociale». Per Rabaiotti si tratta di una vera e propria conquista: «Ora sono certo che, nell’arco di pochi anni, la scuola potrà davvero rinascere».

A cura di
Leda Mariani
@ledy

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«È stata dura…»
LA GIOIA DEL COMITATO PER LA RICOSTRUZIONE PIAZZA: «CHE COESIONE TRA GLI ATTORI IN CAMPO»

«La scuola, da costruzione temporanea, è diventata un essenziale punto di riferimento del quartiere, con quattro sezioni attive, quasi una ventina di classi, un grande giardino ed una succursale interna delle medie». Le parole di Alberto Piazza, presidente del comitato Ricostruiscimi, sono sillabe di passione e felicità per un obiettivo ieri tanto lontano ed oggi incredibilmente raggiunto.

Cosa accadde dopo il terremoto del 2012 che ne accentuò i danni strutturali?

«Il plesso venne subito chiuso, ma senza alcuna garanzia sulla sua ricostruzione: gli alunni vennero smistati negli istituti vicini, tra via Narcisi, via Viterbo, via Primaticcio e via Anemoni, portando disagi e dispersione nel quartiere. Presero via in quel modo anni di rapporti tesi con le Amministrazioni comunali, perché, nonostante numerosi sforzi da parte di tutti, sembrava fosse impossibile trovare fondi per la ricostruzione».

Come si è “sciolta”, in seguito, la questione?

«Il Consiglio di Zona 6 è stato determinante: ha deliberato da subito l’assoluta priorità di ricostruzione della scuola e ci ha aiutato a trovare il prezioso appoggio di alcuni consiglieri comunali, a partire da David Gentili (PD, ndr). In questo modo siamo riusciti a mantenere alta l’attenzione sulla nostra vicenda. All’inizio è stata dura, ma abbiamo trovato una via di condivisione efficace tra genitori, operatori ed istituzioni».

Ora cosa prevede l’iter?

«Grazie alla riforma Renzi, è stata raggiunta la somma necessaria come base d’appalto per la ricostruzione: una volta partita la gara, si avrà finalmente la garanzia che nell’arco di un paio d’anni la scuola possa rinascere, tornando ad ospitare l’organico del plesso, al momento in vita all’interno del Narcisi».

Chi è Mastro Pisa?

«Un simpatico personaggio di pezza recuperato dai genitori qualche anno fa, mascotte della tradizionale Strapisa, la festa che si svolge nel quartiere da 35 edat. Protagonista in svariate occasioni, il nostro leone piace sempre tanto ai bambini ed attira l’attenzione dei passanti, aiutandoci a sensibilizzare tutti. Residenti e non».

Le.Mar.

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