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In Arte, Martesana

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LA MARTESANA DIVENTA UNA GALLERIA D’ARTE A CIELO APERTO. FINO AL 2 LUGLIO INSTALLAZIONI OPEN AIR LUNGO TUTTO IL NAVIGLIO

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Abbiamo ancora il fine settimana per vedere Marte, una curiosa ed innovativa esposizione d’arte ambientale che intreccia paesaggio ed espressione artistica, con l’obiettivo di rileggere il territorio attraverso la creatività, l’integrazione sociale, e la fluidità delle idee alle quali l’acqua rimanda. Da Melchiorre Gioia (Cassina de Pomm), all’Anfiteatro, lungo gran parte del percorso del Naviglio della Martesana, zona 2 di Milano, possiamo goderci installazioni d’arte open-air, proiezioni video, passeggiate e performance, che raccontano e reinventano l’identità del luogo. Gli artisti invitati sono stati selezionati tramite una call under 35 dedicata: Emilio Alberti, Apostolo, Narciso Bresciani, Manuela Carrano, Elisabetta Oneto, Titta Cosetta Raccagni, Roger Ranko, Lorella Salvagni, Mario Scudeletti, Celina Spelta i Massimo Uberti. I lavori rievocano la memoria di rituali tipici del luogo, ed offrono suggestioni su come viverlo secondo ritmi odierni e predisposizioni di pensiero differenti da quelle ordinarie. Sono micromondi: <<attraversamenti ideali, abitazioni poetiche, messaggi d’allarme e performance collettive>>.

PER UN FUTURO DI COOPERAZIONE . Marte, (che unisce nel nome Martesana e arte), è un progetto sostenuto dalla Fondazione Cariplo e ideato dall’Associazione culturale City Art, sotto la direzione artistica di Angelo Caruso, Jacqueline Ceresoli e Federica Fierri. L’Iniziativa si avvale della preziosa collaborazione di realtà radicate nel territorio, tal com l’Associazione Gorla Domani, la Cascina Martesana, EastRiver, Spazio DoloMiti, Ciclobby Fiab, Tavolo Giovani zona 2, Bottega Solea e il giornale NOI zona 2. Prezioso il sostegno del Comune di Milano Area Giovani e dell’Università, che ha concesso il Patrocinio. L’Associazione City Art è ospitata in uno degli immobili comunali messi a disposizione dall’area Giovani per le associazioni. Fondazione Cariplo, tra le realtà filantropiche più importanti del mondo, con oltre 1000 iniziative sostenute ogni anno per 144 milioni di euro e grandi sfide per il futuro, si concentra oggi sul futuro dei giovani, su benessere e comunità. <<Dalla coesione tra le persone parte la nostra piccola rivoluzione>>, afferma Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione, <<perché ciascuno dia il proprio contributo per fondare il futuro della nostra società su quei principi di solidarietà e di innovazione sociale, che sono alla base dell’operato di Fondazione Cariplo>>.

Per informazioni e programma:
info@cityart.it
www.cityart.it
www.facebook.com/ArteMartesana

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Il giardino ritrovato

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MILANO RISCOPRE UNO SPAZIO VERDE E LO RENDE CONDIVISO
LA MARTESANA È PROTAGONISTA DELLA RINASCITA IN ZONA 2

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Un giardino segreto, riemerso grazie a Green City Milano. È quello che Cascina Martesana e Associazione ETC hanno inaugurato ufficialmente poco più di dieci giorni fa: uno spazio in cui rilassarsi accanto al casale, tra le vie Bertelli e Stamira d’Ancona, in Zona 2. Vicino ad uno dei ritrovi più amati dai milanesi, il Naviglio della Martesana, è stata recuperata un’area verde di circa 600 metri quadrati, da tempo inutilizzata e collocata in prossimità dell’area cani, restituita alla comunità come spazio polifunzionale condiviso e laboratorio di idee. Un obiettivo raggiunto grazie anche alla partecipazione di scuole, centri di ortoterapia, gruppi ed associazioni che qui organizzano ed organizzeranno corsi, workshop
ed attività di ogni genere.

SENSIBILIZZAZIONE • Il progetto è stato lanciato alla presenza del Consiglio di Zona e della Commissione Ambiente e prevede la creazione di orti biologici e didattici, la coltivazione di una spirale di erbe aromatiche, di siepi polifunzionali, la creazione di una sede di compostaggio dei rifiuti e di un’area didattica dedicata alla piantumazione di alberi da frutta autoctoni, effettuata tramite pratiche ecosostenibili. Ma si prevede anche di organizzare all’aperto corsi di yoga, un cinema nell’orto, corsi di agricoltura ed ecologia, letture teatrali e concerti, pranzi, merende e momenti di convivialità.

SVILUPPO • Gli obiettivi dell’idea, oltre a quelli più evidenti di attenzione verso il bene pubblico, prevedono l’inclusione di soggetti svantaggiati, la sensibilizzazione sulle problematiche legate allo sviluppo sostenibile, l’incremento di reti tra diversi soggetti in un’ottica di ottimizzazione delle risorse e di risparmio idrico – il Gruppo Canoa Fluviale Martesana, attivo da 35 edat, parteciperà alle attività sul tema – i, in generale, la promozione di nuovi tipi di agricoltura, dalla bio-dinamica all&#8217;agroecologia.

CO-PROGETTAZIONE • Il giardino “ritrovato” s’innesta in un quartiere altamente popolato, animato da generazioni e culture differenti, in cui si avverte da sempre l’urgenza di luoghi d’aggregazione sociale. La cittadinanza e le associazioni di zona sono state direttamente coinvolte nella progettazione e nella gestione della nuova realtà: dopo una prima fase di divulgazione e coinvolgimento dei soggetti interessati, ad inizio 2015 sono stati creati gruppi di co-progettazione degli spazi, realizzando allo stesso tempo l’allacciamento alla rete idrica, la pulizia dell’area e impostandone la gestione.

15MILA SOCI • Attraverso incontri teorici e pratici, entro questo primo anno di vita del giardino verranno realizzati i cassoni in cui saranno coltivate le piante e prenderanno forma gli orti, il ricovero attrezzi e la siepe che delimita lo spazio. In seguito l’attenzione potrà rivolgersi più facilmente all’organizzazione di eventi pubblici, andando a porre le basi per la continuità dell’esperienza. Sono già oltre 15 mila i soci che hanno sostenuto il progetto tramite tessera associativa e dall&#8217;organizzazione ci si augura che aumentino costantemente, soprattutto con l’arrivo dell’estate.

A cura di
Leda Mariani
@ledy

Martesana, il ponte della rinascita

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Martesana, il ponte della rinascita

DOPO DIECI ANNI DI ATTESA, VIENE RESTAURATO IL PASSAGGIO CRUCIALE SUL NAVIGLIO
IN BICICLETTA O A PASSEGGIO IN ZONA NORD, LE SPONDE SONO IN VIA DI ULTIMAZIONE

Da metà febbraio, il Ponte Vecchio sul Naviglio della Martesana è chiuso al traffico per il rifacimento delle sue sponde: operazione attesa da moltissimi anni, che si sarebbe dovuta concludere subito dopo Pasqua. Tuttavia gli operai sono ancora all’opera per ricostruire il prezioso passaggio per pedoni e biciclette: il ponte, ad oggi, è la sola possibilità di attuare un percorso ciclabile sicuro da Villa San Giovanni fino a Loreto, attraverso le strade storiche dei quartieri Precotto, Gorla e Turro è la chiave per accedere alla più bella e lunga ciclopedonale della Martesana, verso l’Adda e Porta Nuova.

DA UN DECENNIO – Il primo progetto di sistemazione del ponte risale al 2005, quando l’allora assessore ai Lavori Pubblici Riccardo De Corato comunicò l’intenzione di restauro della sponda destra del Naviglio e di piazza Piccoli Martiri, monumento in stile veneziano a ricordo di duecento bambini periti in un bombardamento aereo che il 20 ottobre 1944 colpì la loro scuola elementare. I lavori sono partiti grazie ad un finanziamento di 330.000 euro erogato da Regione Lombardia e dal Comune di Milano, con l’intenzione di costruire nella zona un’isola ambientale e di dare una nuova dignità alla fondamentalmente in progress. Oggi il muro spondale in riva destra è il cuore dell’area presa in considerazione dal progetto: il suo ripristino permetterà all’intero luogo di riappropriarsi della sua vocazione storico-culturale e garantirà una dimensione ciclopedonale più adatta al quartiere.

STORIA – Il ponte, del 1703, è costituito da un arco a tutto sesto di circa 13 metres, in mattoni pieni, con bordi rinforzati da blocchi di pietra di Ceppo dell’Adda, di forme e dimensioni diverse. La sponda sinistra fu ristrutturata negli anni ’70, all’epoca della costruzione della pista della Martesana, con muri in calcestruzzo armato, rivestiti di lastre in Ceppo. La sponda destra, dal ponte al convento delle Clarisse, è originale e costruita con blocchi di notevoli dimensioni. L’uso improprio dello scavalcamento come percorso viabilistico alternativo a viale Monza ha recato nel tempo danni evidenti al manufatto sui parapetti, più volte riassettati con materiali non omogenei, come il calcestruzzo, o mattoni di recente fattura, accelerando di fatto
il deperimento della pietra.

FUTURO – I lavori si basano su un’approfondita ricerca storico-archeologica e l’unica aggiunta rispetto al progetto originario sarà un corrimano in acciaio sopra i muretti delle sponde, costruito per la sicurezza dei pedoni. Anche i ciottoli di fiume sotto il parapetto verranno posati ove mancanti e fermati con cemento: la struttura sarà rimessa a nuovo con idropulitura, verranno asportate le erbe infestanti, demolite le parti ammalorate e rimossa la vecchia pavimentazione, mentre i muri della Darsena saranno rivestiti con pietra d’Iseo. Il futuro, en breu, ripartirà dalle sue stesse origini.

A cura di
Leda Mariani
@ledy
Fotografies de Marc Vanoli

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