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Vittorio Emanuele VII: Expo da bere

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Vittorio Emanuele VII: Expo da bereTOWN HOUSE HOTELS RIGENERA LUSSO ED ELEGANZA IN DUOMO
E CONTRIBUISCE A RISTRUTTURARE IL PERCORSO SUI TETTI FINO A PIAZZA DELLA SCALA

Un eccezionale complesso di alberghi dedicato ai più sofisticati uomini d’affari, ma non solo. Perché il TownHouse Duomo e Galleria, situati all’interno del monumento a Vittorio Emanuele II, sono la gemma metropolitana del gruppo TownHouse Hotels, destinata a tutti gli amanti del lusso e del piacere. Da oggi, con una novità: il Seven Stars Galleria, albergo sempre appartenente al gruppo, ed accessibile dall’ingresso privato di via Silvio Pellico 8, ha aggiunto alle sette splendide suites che si affaccia direttamente sulla Galleria, dando una visione unica della cupola e del gioiello architettonico di fine Ottocento, una nuova Penthouse di 560 mq. L’azienda promotrice è Alessandro Rosso Group, uno dei più grandi gruppi di viaggi e di incentivazione che opera nel turismo a 360 gradi: nel settore alberghiero con il Seven Stars Galleria e gli hotel TownHouse di Milano e Torino e tra i tour operator, con Best Tours e Kuoni Italia.

HOME AWAY FROM HOME – Le suites del Seven Stars si collegano internamente ad un’unica e straordinaria Penthouse di 560 metri quadri, con ingresso esclusivo ed ascensore privato, dove gli ospiti trovano una cucina privata, una ampio salone con un tavolo da biliardo ed una vista unica . Il marchio Shuj a private style ha arredato le camere con preziosi tessuti in seta e cashmere, dando vita ad una dimensione estetica senza tempo creata con materiali puri e unici, secondo antiche tradizioni artigianali. Ogni ospite può beneficiare di un maggiordomo personale, multilingue, ed efficiente personal assistant nella più completa riservatezza. Su Piazza Duomo invece Duomo 21, spazio meeting sempre dello stesso gruppo, è pensato per sfruttare tutte le più recenti tecnologie, ed è completato da una splendida terrazza che affaccia direttamente sulla piazza. L’ottica, in ogni caso, è quella di far sentire il cliente come a casa propria, ma nel cuore della città che, dal primo maggio, ospiterà la prossima Esposizione.

L’APPUNTAMENTO – Oltre a creare uno spazio davvero affascinante, recente oggetto di riprese con droni, la sistemazione delle 14 suites che fanno parte di TownHouse Duomocon vista su Piazza Duomo . Seven Stars Galleria ha anche annunciato per il mese prossimo la realizzazione di un percorso turistico sui tetti della Galleria, per una superficie di 550 metri quadri, sotto l’egida di Palazzo Marino. A 138 anni dalla scomparsa dell’architetto Mengoni che progettò il monumento, verrà dunque restaurato il terzo passaggio, che si percorre sui tetti da piazza Duomo alla Scala, portatore di una vista mozzafiato. Ai milanesi e ai turisti più curiosi non resta che aspettare fino al 27 marzo quando sarà possibile accedere per la prima volta a Duomo 21, il nuovo ristorante e lounge bar con esclusiva enoteca interna. Ingresso da via Silvio Pellico 2, angolo piazza Duomo 21.

A cura di
Leda Mariani
@ledy

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Un Ferrari Store non più… Liberty

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#mitomorrowFerrari cambia casa. Una delle vetrine più amate dai turisti di tutto il mondo nel centro di Milano si trasferisce, anche se solo di poche decine di metri. Il punto vendita di piazza del Liberty ha chiuso, per lasciare il posto ad una futura e ancora ignota attività e la grande marca automobilistica ha trasferito il suo brand in via Berchet, a due passi dalla Galleria Vittorio Emanuele, al piano terra del prestigioso Palazzo Ricordi. La scelta del trasferimento corrisponde alla nuova politica aziendale di Ferrari, che ha deciso di gestire in proprio i negozi evitando di affidarli in franchising, come invece aveva fatto finora.

LO STORE – Il nuovo negozio, progettato da Massimo Iosa Ghini, riprenderà nella formula e nello stile quello allestito a Maranello: sarà leggermente più grande del precedente e all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. La superficie di vendita, distribuita su tre livelli, sarà superiore ai 700 mq e la merce verrà esposta in maniera più curata: i clienti saranno accolti da 15 vetrine multimediali (video-wall), in grado di interagire con i movimenti di chi osserva dalla strada, grazie alla tecnologia touch e al rilevatore di spostamento senza contatto. Vero punto forte sarà un simulatore di guida di ultima generazione, su 4 postazioni e per cinque circuiti storici: lo stesso dispositivo che utilizzano in allenamento i piloti di Formula 1. Chi visita il negozio potrà inoltre divertirsi a gareggiare con due tortuose piste realizzate da Carrera. Il palazzo che ospiterà la sede del negozio, edificio di oltre 5.000 mq, è stato oggetto di un’importante riqualificazione volta alla trasformazione del bene in un asset commerciale/direzionale di elevato standing dal punto di vista architettonico, impiantistico e tecnologico, ottenendo anche prestigiose certificazioni di eco-sostenibilità.

IL DESTINO DI PIAZZA LIBERTY – Il trasferimento del negozio Ferrari completa il quadro di modifiche ed interventi di riqualificazione con cui il centro di Milano si prepara a presentarsi ai visitatori di Expo 2015. La Piazzetta Liberty, proprietà privata data in concessione perpetua al Comune, dopo 9 mesi di lavori per 590mila euro si presenta oggi come una graziosa area pedonale, abbellita da una piattaforma rialzata ricoperta d’erba, con alberi e panchine. Le vetrine che un tempo esponevano gli ultimi modelli di Ferrari e multiformi prodotti, contraddistinti dalla storica silhouette del cavallino, dovranno ospitare un pubblico esercizio, ma ad oggi non si sa nemmeno se il gruppo Percassi, proprietario dell’immobile, affitterà o venderà. Probabilmente verranno istallati gazebo fissi di fronte a bar e ristoranti, ma dovrà essere proprio il nuovo inquilino dell’ex negozio Ferrari ad esprimersi sulla validità di questa opzione.

A cura di
Leda Mariani
Gianluca Grasso

Milano perde il suo Mago di Oz

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È SVANITO IN UN’AMARA NUVOLA DI FUMO LO STORICO RIGATTIERE DI VILLA PIZZONE
VENERDÌ SCORSO UN GROSSO INCENDIO HA PRIVATO LA CITTÀ DEL SUO IMMAGINARIO

Dai grattacieli di mezza Milano, gli abitanti della città hanno assistito inermi allo sviluppo graduale di un massiccio focolaio incendiario, sviluppatosi a partire dalle sette del mattino, fi no ad arrivare al suo apice attorno alle sei del pomeriggio di venerdì scorso. Una visione quasi apocalittica, che ha purtroppo distrutto completamente i quasi 2500 metri quadri del fantastico hangar di cui Mi-Tomorrow si era già occupato qualche tempo fa.

LE ALTE FIAMME – In Via Michele Pericle Negrotto 49, piena zona Villa Pizzone, l’incendio provocato da una stufa a legna accesa per riscaldare l’ambiente ha incenerito la storica Arredamenti Mordini, una celebre attività di collezionismo di mobili e oggetti usati avviata da Luciano Mordini nel 1958 e diventata nel tempo un punto di riferimento per clienti privati, ma anche per teatri, service televisivi e set cinematografici. Una massiccia colonna di fumo nero, visibile anche a chilometri di distanza, si è alzata in cielo per ore. E mentre su tutto il quartiere ha cominciato a piovere cenere, i vigili del fuoco si apprestavano ad intervenire massicciamente con nove mezzi e 40 uomini, perché c’era il serio rischio che le fiamme, propagandosi, potessero raggiungere un vicino deposito di automobili. Per domare le fiamme, gli operatori hanno lavorato tutta la notte tra venerdì e sabato, evitando le peggiori conseguenze. Fortunatamente non ci sono stati feriti, né intossicati.

LA GRANDE OCCASIONE – Avevamo consigliato ai cittadini, dopo essere rimasti estasiati nel camminare tra i mille stravaganti oggetti di un luogo così affascinante,
di andare a visitare questi storici luoghi della città, che sopravvivono a fatica sul
nuovo mercato tra tasse e debiti, alla ricerca di sé stessi e di un po’ di quella Milano che era,
più che di quella che è oggi. In questo, purtroppo, siamo stati profetici: la grande opera di collezionismo, sviluppata durante 35 anni di attività, ricerca e alacre lavoro, è svanita in un braccio di fuoco, lasciandoci privi di una parte molto intrigante della nostra storia.

@ledy

#mitomorrow