Category Archives: Literatura

Dio, che scazzo!

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Dio che scazzo, che serata di scazzo, davvero…
Non so se andare a dormire oppure piantarmi davanti al televisore e ho mal di testa perché sarebbero almeno una ventina le cose che avrei da fare, No sé, non posso dire nemmeno di non avere voglia di farle, poiché non sarebbe esattamente questo il problema, è solo che non so da dove cominciare e nell’indecisione e dato anche il Pc che stasera si muove veramente lento, straziante…insomma, mi ha fatto girare i coglioni e credo che andrò a leggere a questo punto…perché non ho voglia di stare al telefono, non ho qui nessuno strumento, sono fuori casa, sono sempre fuori casa e se a vessi con me il mio portatile forse ci sarebbero meno problemi, invece così il problema resta e non riesco nemmeno a scrivere due righe sul mio blog…è una vita cazzo che non scrivo e quando ne ho voglia non funziona una pippa e non si può dire nemmeno che sia io a non far funzionare bene una cosa, a non farla funzionare bene, è lei che va proprio a puttane da sola, è il fato…Non so, che vita…mi sembra sempre, in centinaia di situazioni, di partire lanciata per poi ritrovarmi con un masso del cazzo agganciato alle caviglie…non è possibile, è sempre la stessa storia: io cerco di alleggerirmi e invece tutto attorno a me continua indipendente a complicarsi, ad appesantirsi…anche la macchina che ho è difficile da guidare, tutto pesante, tutto vecchio, tutto un bel po’ sbagliato…Eppure sono anche felice, més aviat, adesso, proprio adesso mentre scrivo, ora che finalmente sto scrivendo, mi sento un gran bene.
Pazienza, andrò a leggere…ho qui “Il Profumo” di Suskind che mi attende, ma avrei dovuto scrivere lettere ad almeno venti persone che ogni tot mi scrivono giustamente chiedendomi che fine ho fatto e sottolineandomi sempre in maniera soft quanto sono stronza a darmi per morta così a lungo…eppure io non ho il tempo per leggere in santa pace un libro da anni, lavoro sempre e non ho mai soldi, ed il bello è che non mi compro nemmeno niente!!! Meno male che scrivo veloce…è una benedizione!
C’è crisi, senza dubbio…ma è intorno, la mia è una svolta felice, da un po’ di tempo nel mio cervello si è fatto tutto più chiaro, molto molto più chiaro…mancano i mezzi, ecco, quelli che ti fanno andare più svelto e con meno fatica: il monopattino della situazione, un passaggio gratis in taxi…ecco, sarebbe giusto quello che mi servirebbe…
Certo che il mondo è attualmente davvero stracolmo di coglioni…una gran manica di coglioni, siamo quasi tutti più o meno sullo stesso piano: problemi inesistenti, dualismi, spreco spreco spreco, di tempo, di energie, di risorse, del pianeta, di tutto…il disprezzo che avevo a sei anni per il genere umano non è stato superato…penso che sia giusto estinguersi a questo punto, mi sembra ecologico.
Non solo io merito l’estinzione…credo un po’ tutti…
Sto diventando nazista?!
Ma di questi tempi, ripeto, con attorno questa incredibile ondata di follia collettiva schizofrenica, evidente e allo stesso tempo talmente assimilata da risultare ai più assolutamente invisibile, come si fa a non diventare nichilisti?!
Ahh, va bhè, lasciamo stare, è solo una serata del cazzo e andrò a leggere; domani mi passerà e vedrò il sole apprezzandone la tonalità e sul serio sarò felice di poter essere in vita e me ne fregherò di tutto respirando l’aria e ascoltando canzoncine tra un orecchio e l’altro (le canzoncine della mia testa)…penserò che sono libera in effetti di fare quel cazzo che voglio e lo farò credo e senza sproloqui come questa sera, è che sono nervosa…mi succede di rado, non ci sono abituata…per lo più nulla mi tocca davvero e in effetti anche oggi nulla mi ha toccata, solo mi girano le palle, indipendentemente da tutto ( e guai a chi dice che son cose femminili, non è questa la situazione).
Comunque sono felice di sapere che sono libera e di sapere che ho la faccia di culo necessaria allo sparire da un giorno all’altro senza lasciare troppe tracce, mi rassicura l’idea che se dopodomani mi vien davvero voglia di mollare tutto e di partire sono in grado di farlo…è una bella sensazione!
Comunque, questo è tutto un altro discorso, tanto lo so che domani sarà tutto un altro giorno…poi mi conosco, minimo mi sentirò riempire di gioia per il colore violaceo delle foglie secche! Meno male che l’essere umano è un miscuglio sconvolgente di sensazioni opposte!!
L’incoerenza è proprio intrinseca all’essere umano, ecco perché ammiriamo così tanto l’esatto opposto! No?! Vado a leggere, che è meglio…non si dovrebbe scrivere in momenti si scazzo…
Poi forse ho capito qual è il mio problema: ho sempre un terribile inguaribile mal di denti!!
Ecco, l’ho detto!
Notte…
P.s.: si sa che sapere di dover fare una cosa fa passare completamente la voglia di farla…è questo che rovina le civiltà, è un eccessivo senso del dovere…o almeno… a me l’obbligo, a meno che non sia retribuito, fa più o meno questo effetto…inutile, se voglio faccio grandi cose, ma se mi scatta la mancanza di voglia…e mi scatta di rado, proprio solo quando devo, altrimenti avrei sempre voglia di un po’ tutto…
Ah Italo, quando mi dicesti vent’anni fa di pensare solo a quello che voglio e non a quello che devo!!!…Sante parole, hai dato un senso alla mia vita…
Ad ogni modo io 27 anni non me li sento…forse ne ho cinquanta, oppure sei, più o meno è la stessa cosa.

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ricominciare sempre dall’inizio

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Nom saltar, mi vedo vivere, mi leggo leggere, ti penso molto e va bene così, forse ti penso più di primaci sarebbero tante cose da spiegare, ma è giusto farlo via net?
Forse sì, conoscendo come siamo fattisi vive su più mondi paralleli, ci si incontra talvolta in uno, talvolta nell’altroMi piacerebbe ricominciare a scrivere, ma qui sono sperduta nel nullaEppure sento che avrò sempre più tempo, che sto riprendendo il mio tempomagari dovrei farlo a casa, chiarirmi le idee, lasciarle a schiarire nel web, poterle ritrovare in futuro, modificarle, così come avviene nella mia testa, ma ora sempre più mi rendo conto che la loro forma è caotica per necessità, che ormai le mie idee hanno assunto questa non forma che è anche così meravigliosa, affascinateti ricordi? Sovrappensiero ti vedi vivere e ti incammini
Ho finito, ho finito il lavoro, lavorerò ancora come mi viene, ‘fanculo gli sposi nel mondo, ‘fanculo tutto, tutti e tutto
Un bacio.
Le

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Anche se sono fortemente contraria alla pubblicazione di lettere scritte individualmente, poiché inserite sotto questa forma potrebbero trasformarsi comunque in qualcosa di tristemente spersonalizzato, riporterò per questa volta un brano di lettera scritta recentemente a quella che io di norma chiamo zia Duzzi e che invece si chiama Edda; è la sorella della mia nonna paterna: Leda.
Io e la zia Duzzi ci scriviamo da anni, més aviat, da sempre, da quando ricordo e la nostra è davvero una corrispondenza singolare, fatta tra persone che praticamente non si sono mai conosciute davvero, che non si vedono mai, che non hanno alcun tipo di rapporto reale, ma solo ed eslusivamente virtuale. Forse è per questo che continuiamo a scriverci, chi lo sàIo ed Edda abbiamo vissuto e viviamo mondi differenti, abbiamo più di cinquant’anni di divario e il modo di scrivere di mia zia, assai curioso, rasenta forse l’apoteosi della retorica. Lei parla con modi e termini direi ottocenteschi, pertanto le mie lettere, nel tentativo di rendersi comprensibili alla sua sensibilità, ricalcano un ritmo anziano e forbito del comunicare. Duzzi parla di sé senza mai davvero farloè incredibile, in più di vent’anni di conversazione, quanto poco sappia di lei e lei di me, ma quello che ci accomuna, il motivo credo per cui non cesseremo mai di scriverci, è che in lei ho trovato un modo molto simile al mio di intendere il rapporto epistolare. Lei vive il gusto di parlare restando in superficie, senza osare una benché minima invadenza nei nostri reciproci mondi e allo stesso tempo di inserire, qua e là , indistintamente, qualcosa che per noi è profondamente vero.
El’ difficile da spiegare
Poi pensavo che se in effetti mettessi assieme su questo blog tute le lettere scritte in giro in questi anni, non ci sarebbe nemmeno bisogno di ricapitolare, di riscrivere tuttoma sarebbe triste, no? Sarebbe inutile, forse, non ricapitolare?
Si vedràscrivo, ma pensoa chi può interessare, una lettera rivolta a tutti?
Comunque inserisco uno spezzone che oltre a rendere nota in parte, in maniera sempre molto superficiale, la mia estate, può iniziare a far capire cosa di recente mi è accaduto

Finalmente forse scrivo

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Scrivo inizialmente per Andrea, cominciando a raccontare dalla fine, anche se a rigor di logica dovrei partire dall’inizio e cioè da quando ho cominciato per l’undicesima volta a cambiare case, circa due anni e mezzo fa, continuando poi ad attraversare luoghi ed ambienti che di sicuro mi hanno un pochino frenata, ma che mi hanno anche dato la possibilità di creare molto, di osservare, di concludere, di ricapitolare vari elementi della mia vita.
Il titolo del mio diario, non è certo un caso.
Non avrei voluto cominciare in maniera così noiosa, dettagliata e referenziale, ma se Andrea, non ti scrivessi così, dovrei ripetere lunghi racconti già fatti a voi che siete gli amici che ricordo con più affetto per la centesima volta, ed è una cosa devastante, alla lunga un logorioUn pò come il rispondere al telefonoNel senso, è bello ricevere la telefonata di una tua cara amica, di chi devi vedere in serata, del tuo ex amore, è meraviglioso risentire la voce di qualcuno che non si incontra da un pò, resta emozionantel’inflessione della voce, un certo modo tutto particolare di pronunciare le parole, sono cose che fanno sciogliere, ma il suono del telefono…No, quello proprio no, è insopportabile. Non amo parlare mentre mangio, mentre osservo qualche cosa, mentre lavoroNon amo parlare disturbata da una cattiva sonorità e mi ritroverei ascoltando un amico al telefono per lunghi ed interessantissimi racconti, ad essere costantemente distratta da altro, da quello che passa: schiacciata nel centro di un enorme interferenza fra le cose, come quando si parla con qualcuno con le orecchie che fischiano, ascolterei dolci parole disturbata da ogni cosa e forse più di ogni altra dal tempo limitato della telefonata. Suggerisco allora la presenza, l’incontro o la lettera. Suggerisco una parentesi senza ritmi da seguire, illimitata, e una vera concentrazione su sè stessi e sull’altro.
Poi scusatemi, se spesso non rispondo, ma i suoni così, ripetitivi, mi danno talmente fastidio che pur avendo come mezzo mondo un utilissimo cellulare da usare al bisogno (e dal mio punto di vista preferenzialmente per lavoro), spesso tendo ad abbandonarlo dimenticandolo da qualche parte, o a privarlo del suo richiamo nervoso.
Perciò pardon, se non rispondo al telefono!
Sono seriamente intenzionata a portare avanti questo diario, ma stavolta, finalmente, per comunicare con gli altri: unica forma di senso che mantiene per me, anche se in fondo sono tra quelli che credono che la scrittura sia più che altro, essenzialmente, un dilogare con sè stessi, che sia un disperato ed incessante restare in sè, più che un comunicare con l’altro! Ovvio che da una costante riflessione interiore possa uscrirne qualcosa di significativo per tanti, ma dubito del fatto che la maggior parte delle persone scriva per raccontare.
Ricordo molto bene che a otto anni, dopo aver cominciato a compilare diari pressoché quotidiani dall’età di sei, i quali riletti molto tempo dopo mi hanno anche parecchio stupita (da quel momento in poi ho considerato che i bambini devono avere una conoscenza innata della vita, necessariamente)…insomma ad un certo punto, cercai di dargli fuoco in casa, perchè ero convinta del fatto che una cosa che avevo cominciato a scrivere per avere e perchè restasse un’idea di me, un preciso ricordo, non avrebbe mai invece parlato di un individuo che continuava a cambiare. Pensai: “Se qualcuno leggerà tutte queste considerazioni qunado avrò trent’anni, troverà una bambina che c’era e che non c’è più, non sarò io e non vorrò essere ricordata così..”.
Concludo dunque questo inizio ribadendo che il fatto che io scriva un diario, per me non ha alcun senso e che mai l’avrei cominciato se non fosse stato Stefano a suggerirmelo, se non fosse per il fatto che ho poco tempo per scrivere a tutti coloro a cui vorrei inviare lettere, se non fosse per il fatto che la mia vita è davvero così variabile da rchiedere note anche solo per ricordarmi cosa ho concluso l’altro ieri, se non fosse per il fatto che potrò, non appena riavrò il collegamento a casa, trasformare questo blog in una galleria fotografica!
Avrei piuttosto preferito inventare una storia, scrivere un romanzo letto, riletto e corretto in continuazione, mentre lo sporco di questo diario, gli errori e gli orrori, dopo un pò mi daranno fastidio, ma forse per il momento è necessario che sia così.
Pensiamoci.
Hello!
Le

Cominciando allegramente

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Questo è l’inizio della nuova erapreparatevi a subirvi commenti e lettere chilometrichesolo per i sani di menteo no?!
Leda