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Un Ferrari Store non più… Liberty

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#mitomorrowFerrari cambia casa. Una delle vetrine più amate dai turisti di tutto il mondo nel centro di Milano si trasferisce, anche se solo di poche decine di metri. Il punto vendita di piazza del Liberty ha chiuso, per lasciare il posto ad una futura e ancora ignota attività e la grande marca automobilistica ha trasferito il suo brand in via Berchet, a due passi dalla Galleria Vittorio Emanuele, al piano terra del prestigioso Palazzo Ricordi. La scelta del trasferimento corrisponde alla nuova politica aziendale di Ferrari, che ha deciso di gestire in proprio i negozi evitando di affidarli in franchising, come invece aveva fatto finora.

LO STORE – Il nuovo negozio, progettato da Massimo Iosa Ghini, riprenderà nella formula e nello stile quello allestito a Maranello: sarà leggermente più grande del precedente e all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. La superficie di vendita, distribuita su tre livelli, sarà superiore ai 700 mq e la merce verrà esposta in maniera più curata: i clienti saranno accolti da 15 vetrine multimediali (video-wall), in grado di interagire con i movimenti di chi osserva dalla strada, grazie alla tecnologia touch e al rilevatore di spostamento senza contatto. Vero punto forte sarà un simulatore di guida di ultima generazione, su 4 postazioni e per cinque circuiti storici: lo stesso dispositivo che utilizzano in allenamento i piloti di Formula 1. Chi visita il negozio potrà inoltre divertirsi a gareggiare con due tortuose piste realizzate da Carrera. Il palazzo che ospiterà la sede del negozio, edificio di oltre 5.000 mq, è stato oggetto di un’importante riqualificazione volta alla trasformazione del bene in un asset commerciale/direzionale di elevato standing dal punto di vista architettonico, impiantistico e tecnologico, ottenendo anche prestigiose certificazioni di eco-sostenibilità.

IL DESTINO DI PIAZZA LIBERTY – Il trasferimento del negozio Ferrari completa il quadro di modifiche ed interventi di riqualificazione con cui il centro di Milano si prepara a presentarsi ai visitatori di Expo 2015. La Piazzetta Liberty, proprietà privata data in concessione perpetua al Comune, dopo 9 mesi di lavori per 590mila euro si presenta oggi come una graziosa area pedonale, abbellita da una piattaforma rialzata ricoperta d’erba, con alberi e panchine. Le vetrine che un tempo esponevano gli ultimi modelli di Ferrari e multiformi prodotti, contraddistinti dalla storica silhouette del cavallino, dovranno ospitare un pubblico esercizio, ma ad oggi non si sa nemmeno se il gruppo Percassi, proprietario dell’immobile, affitterà o venderà. Probabilmente verranno istallati gazebo fissi di fronte a bar e ristoranti, ma dovrà essere proprio il nuovo inquilino dell’ex negozio Ferrari ad esprimersi sulla validità di questa opzione.

A cura di
Leda Mariani
Gianluca Grasso

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L’arte salubre degli Orti in città – MiTomorrow 27 ottobre 2014

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L’arte salubre degli Orti in città

Anche la city ha il suo Mago di Oz – MiTomorrow 22 ottobre 2014

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AI CONFINI DELLA SEDE DI EXPO 2015 SOPRAVVIVE UN LUOGO QUASI METAFISICO
QUI PUOI PASSEGGIARE SENTENDOTI UN PO’ DOROTHY SUI MATTONCINI DORATI

In Via Negrotto, una zona industriale e solitaria dietro al vastissimo insieme di costruzioni che stanno invadendo Villa Pizzone, c’è un hangar di 2.500 metri quadri degno di qualunque film Steampunk che si rispetti: un luogo magico, stracolmo di oggetti d’ogni tempo e fattura, sospeso in una sua dimensione, assolutamente unica, a cavallo tra sogno e realtà. Antiquariato, arte povera, mobili rustici e in stile per ogni tipo di attività caratterizzano quello che è a tutti gli effetti il più grande centro dell’usato di Milano: si tratta di Arredamenti Mordini, a cui si rivolgono privati, ma anche teatri, service televisivi e set cinematografici.

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LA SUA STORIAGli eredi portano avanti l’attività del collezionista Luciano Mordini,
iniziata nel 1958. Per 35 anni il magazzino fu situato in Via Gassendi 6, in un vecchio
e suggestivo casale, nato dalla curiosità di questa famiglia per tutto ciò che vive una sua storia. I Mordini hanno da sempre collezionato oggetti vari e particolari, creandosi un nome
che li ha poi portati ad essere contattati per decadi da centinaia di clienti. Più o meno
stravaganti.

LUOGHI CHE RESISTONO… – Così, passeggiando tra le suppellettili più impensabili, ci si
rende conto di che cosa fosse un tempo il mestiere del rigattiere, che anche se in maniera
molto ridotta sopravvive ancora, scrivendo a tutti gli effetti la storia della città attraverso
ciò che l’ha vissuta e popolata. Un luogo fisico, come ci insegnano architettura e storia del design, non è mai solo il suo presente, ma la stratificazione di tutto ciò che lo attraversa e vive, lungo lo spazio e il tempo. Perderne la memoria e l’esperienza significa privarsi di un background che darà sempre spunti per la creatività futura, oltre a ricordaci ciò che siamo stati.

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…MA QUALE FUTURO? – E allora, prima che gli ultimi tra questi luoghi magici che sopravvivono a fatica sul nuovo mercato tra tasse e debiti spariscano, non
si può proprio perdere l’occasione unica di fare un giro sentendosi un po’ Dorothy tra i sentieri dell’hangar. Sarà come guardare se stessi attorno all’infinito, alla ricerca di quella Milano che era ed è, mentre si proietta, conl’Expo ormai poco lontana, verso il suo futuro.

A cura di
Leda Mariani

@ledy

Inchiesta su Comasina uscita su MiTomorrow del 17 ottobre

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