Assalto ai bambini, al Teatro dei Filodrammatici

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Questo pomeriggio ho visto uno spettacolo importante. Come al solito a teatro eravamo una decina, ma non mi va di essere pessimista: pochi ma buoni, per una domenica pomeriggio davvero molto uggiosa.

Assalto ai bambini è un dramma che mette in scena verità talmente evidenti e così permeate nel nostro tessuto sociale, che nonostante alcune forzature, il testo non può che commuovere, disturbare e comunque colpire: così, semplicemente, per quello che è. Per circa due ore figure genitoriali che possiamo tranquillamente incrociare nella Milano di tutti i giorni raccontano sé stessi attraverso il dialogo (o la mancanza di esso) coi loro figli, in un mondo che viene fuori in tutta la sua violenza: contaminato da interessi sbagliati e dall’univoca vocazione al guadagno, al profitto e al successo. Gli individui annaspano in maniera più o meno conscia, rivestiti di tutte le loro fragilità e insicurezze, in un universo matematicizzato che sembra togliere gradualmente importanza all’essere, per concentrarsi unicamente sull’apparire.

Questo è uno spettacolo che tutti i genitori dovrebbero vedere e che prende di petto direttamente quelli che hanno figli in età preadolescenziale. Il testo è molto complesso, ma la messa in scena garantisce almeno tre tipi di lettura, su altrettanti livelli, sottolineati dalle scelte scenografiche. Lo strato della storia nuda e cruda permette di ricostruire le vicende di una manager in carriera per una grande agenzia di marketing, maniaca del controllo e irretita in un rapporto lesionistico con la figlia, di uno di quei padri alla moda ed “eternamente giovani” che entrano in rapporto quasi paritario con i figli, usandoli spesso in maniera rivendicatoria rispetto a ciò che sono o non sono stati loro e di una giornalista ansiosa, colpita a livello famigliare da un caso di abuso di terapie mediche su minori, a vantaggio di grosse case farmaceutiche, redenta e incattivita, che incolpa chi di dovere, ma che in fondo si rende conto anche dei propri errori e delle sue mancanze. Allo stesso tempo mediante le parole che scorrono su un velo che stando in primo piano separa in qualche modo il pubblico dagli attori, visualizziamo e percepiamo con estrema chiarezza e semplicità pensieri, dubbi, ed inquietudini dei ragazzini, scritti sulla tela, ed enfatizzati da animazioni molto sintetiche e anche per questo particolarmente d’effetto. In un’ulteriore stratificazione possiamo infine trovarci ad indugiare sui dialoghi fra i protagonisti, a tratti fin troppo letterari, approfonditi fino al dettaglio a scapito del loro realismo, ma per questo funzionanti ad un livello più filosofico e d’approfondimento.

Uno spettacolo forte dunque, che riesce a trattare in un solo colpo argomenti come la genitorialità, l’essere adolescenti in questa società, le dinamiche e le meccaniche del profitto nelle quali sono sprofondate le industrie mondiali e di come queste incidano sulle nostre vite, nonché delle “nuove” malattie, dalla dipendenza dagli strumenti high tech, fino all’abuso di medicinali ed ansiolitici per tenere a freno depressione, stress, sindromi da iperattività e mancanza di attenzione e deficit che diventano cognitivi (ADHD).

Corrado Accordino, Silvia Ferretti e Silvia Giulia Mendola, recitando in maniera esemplare, spingono gli spettatori a riflettere su sogni, ideali, ma soprattutto sul nostro modo di comunicare e di essere genitori (mestiere sempre difficilissimo), in quel duro lavoro di compromesso che è l’entrare nella vita di un’altra persona, aprendogli allo stesso tempo le porte della nostra.

Si esce scossi da Assalto ai bambini, perché come dovrebbe sempre essere in teatro, al di là della creazione d’effetto che è costitutiva di tale forma d’arte, lo spettacolo comunica indubbie verità, che riguardano da vicino chiunque accetti e in qualche modo subisca, la forma e le strutture della società odierna, pervasive fin dentro alle pareti delle nostre case. Il messaggio che ne scaturisce, alla fine, è comunque quello della ricerca di equilibrio, al di là delle accuse precise che lancia e che molto probabilmente avranno infastidito qualcuno.

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